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Bollettino IACM del 07 Novembre 2003

USA: I medici possono raccomandare l’uso medico si cannabis ai pazienti

Il 14 Ottobre la Corte Suprema USA ha deciso che il governo non può revocare le licenze di prescrizione dei medici che raccomandano l’uso medico della marijuana ai loro pazienti. Senza alcun commento, i giudici hanno rigettato un appello dell’amministrazione Bush alla decisione di un tribunale che impedisce al governo di punire un medico a causa della raccomandazione dell’uso di marijuana a un malato.

Una Corte d’appello di San Francisco aveva sentenziato che la politica del governo federale contro i medici che raccomandano la marijuana viola i diritti costituzionali di libertà di parola di medici e pazienti.

Il caso inizia dopo che i votanti californiani nel 1996 adottarono la Proposizione 215, la legge che permette a malati gravi di coltivare e possedere cannabis per uso medico quando un medico la raccomanda. In anni più recenti otto altri stati - Alaska, Arizona, Colorado, Hawaii, Maine, Nevada, Oregon e Washington - hanno approvato simili leggi sulla marijuana medica.

La Corte d’appello di San Francisco ha confermato la sentenza di un giudice federale che impedisce alla Drug Enforcement Administration di revocare a un medico l’importante licenza di prescrivere narcotici regolati a livello federale. La sentenza impediva alla DEA anche di iniziare indagini su qualsiasi medico che raccomandasse marijuana. Il Dipartimento Federale della Giustizia si era appellato alla Corte Suprema. La decisione della Corte è considerata un duro colpo all’amministrazione Bush nella sua lotta contro l’uso medico di cannabis.

(Fonte: Reuters del 14 Ottobre 2003)

Scienza: Il THC (dronabinol) inalato sperimentato in uno studio su soggetti sani

La somministrazione polmonare del dronabinol (THC) appare sicura e potrebbe avere un migliore profilo terapeutico e farmacocinetico, e avere vantaggi rispetto alla forma orale, secondo i risultati di uno studio presentato il 21 Settembre al 32mo Incontro Annuale dell’American College of Clinical Pharmacology a Palm Harbor, Florida (USA).

56 uomini e donne sani furono reclutati per uno studio controllato con placebo dal Dr. Jodi Miller e colleghi della Solvay Pharmaceuticals di Marietta, Georgia (USA), per confrontare la farmacocinetica del dronabinol orale verso una formulazione nebulizzata somministrata in una soluzione di glicol propilenico/etanolo/acqua.

Il dronabinol nebulizzato raggiungeva maggiori concentrazioni plasmatiche. In generale, la via nebulizzata di somministrazione sembrava tollerabile nei pazienti sani. Il disturbo più frequente era la tosse.

Il dronabinol inalato era rapidamente assorbito con una concentrazione plasmatica massima dopo 0.03-0.05 ore, mentre la preparazione orale aveva un picco a 0.75-2 ore. Questo è uno dei grandi vantaggi della via polmonare, ha detto il Dr. Miller. "La sostanza potrà raggiungere il circolo sistemico rapidamente, eliminando l’effetto first-pass, e con un’azione più rapida."

Il dronabinol è il naturale (-)-trans-isomero del delta-THC della cannabis. Il dronabinol sintetico è disponibile in USA come Marinol. In Germania, due compagnie producono il dronabinol per isomerizzazione del cannabidiolo da canapa da fibra.

(Fonte: Articolo di Mike Fillon da “Doctors Guide”, 12 Ottobre 2003)

Scienza/Australia: Il nabilone non è meglio della codeina per il dolore

Secondo uno studio australiano il derivato sintetico del THC nabilone non dà maggior sollievo dal dolore dell’oppioide debole codeina. Il nabilone è disponibile in Australia per il trattamento della nausea e del vomito dovuto alla chemioterapia anticancro.

Il dr. Dilip Kapur, del Flinders Medical Centre di Adelaide, ha studiato il nabilone in 80 pazienti con dolore cronico e danno nervoso in uno studio cross-over in doppio-cieco. Metà pazienti hanno ricevuto un farmaco a base di codeina e metà il nabilone, e dopo sei settimane i farmaci sono stati scambiati.
Il Dr Kapur ha detto che nessuno dei farmaci è stato particolarmente efficace, ma che la codeina era un po’ meglio del nabilone. Ha detto che lo studio dava una forte dimostrazione che la cannabis non serve per trattare dolore intenso. Tuttavia, potrebbe essere utile in certe circostanze, ha aggiunto.

(Fonte: West Australian del Ottobre 2003)

Scienza: Discussione sull’influenza di uso pesante di cannabis sulla fertilità maschile

Secondo una ricerca dell’Università di Buffalo presentata al Meeting annuale dell’American Society of Reproductive Medicine, i forti fumatori di marijuana hanno spermatozoi che si muovono troppo veloci e si esauriscono, riducendo le possibilità di fecondazione.

I ricercatori hanno confrontato lo sperma di 22 uomini che erano forti fumatori di marijuana con quello di 59 uomini fertili che avevano avuto un figlio. "La questione di fondo è che i principi attivi della marijuana fanno qualcosa allo sperma, e le probabilità sono che puntano all’infertilità" ha detto il leader del gruppo Dr. Lani Burkman.

La Dr.ssa Anne Jequier, Presidente della Fertility Society of Australia, che aveva in precedenza studiato lo sperma di 5 forti fumatori di marijuana dice di aver trovato molto interessante la ricerca del Dr Burkman. "Un anno fa abbiamo preso 5 forti fumatori di marijuana e abbiamo guardato il loro seme. Non abbiamo trovato niente di anormale con le analisi di routine. Se Burkman ha trovato un’anomalia nell’iperattivazione degli spermatozoi - non ho ancora visto il lavoro - è molto interessante."

Finora gli studi non hanno dimostrato che i consumatori di cannabis hanno meno bambini, o meno spesso. Ogni paio d’anni c’è una ricerca dell’Università di Buffalo che la cannabis può avere un effetto negativo sulla qualità dello sperma o sulla fertilità, ma il significato reale è incerto.”

(Fonte: ABC Science Online del 14 Ottobre 2003)

Notizie in breve

Italia: Indagine sull'uso terapeutica della cannabis in Italia
L'Associazione Cannabis Terapeutica (ACT), affiliata italiana di IACM, ha lanciato un'indagine sull'utilizzo terapeutico dei derivati della Cannabis in Italia. ACT chiede a tutti i pazienti che fanno o hanno fatto uso terapeutico di derivati della Cannabis di collaborare a questa raccolta di
informazioni. Il questionario è scaricabile (in formato Word o PDF) dal sito
medicalcannabis.it e richiede solo pochi minuti per la compilazione. Non è necessario indicare nome e cognome e anzi raccomandiamo di non inserire nel questionario elementi identificativi. Per domande o chiarimenti scrivere a Claudio Cappuccino (segretario di
ACT) medicalcannabis@medicalcannabis.it

Australia: Inchiesta sull’uso medico
Il National Drug and Alcohol Research Centre dell’Università di Sydney, in Australia, sta conducendo un’indagine sull’uso medico della cannabis. Se vivete in Australia, usate cannabis per motivi medici, e vorreste partecipare a un’indagine anonima, visitate la “homepage” di IACM per ulteriori informazioni: www.cannabis-med.org/english/australia.htm
Potete anche scrivere a Peter Gates: p.gates@unsw.edu.au
(Fonte: Wendy Swift, University of Sydney)

USA: Tessere per la marijuana medica in California
Un sistema statale di carte di identità per l’uso medico di marijuana è stato attivato con legge dell’11 Ottobre dal governatore uscente Gray Davis, prima che il nuovo eletto Arnold Schwarzenegger assuma la carica in Novembre. Le carte di identità sono studiate per proteggere i consumatori di cannabis medica dall’arresto da parte di poliziotti statali e locali. I nomi dei pazienti non saranno registrati, ma ciascuno avrà un codice identificativo, che permetterà di coltivare o possedere 6 piante mature, 12 immature, o 8 once (225 grammi) di marijuana secca, ed essere protetto dall’arresto o dalla confisca della marijuana. (Fonte: Associante Press del 13 Ottobre 2003, Ukiah Daily Journal del 14 Ottobre 2003)

Economia: Dexanabinol
Gli attuali trials di fase II sul dexanabinol dovrebbero concludersi nell’ultimo trimestre del 2004. Se i risultati saranno positivi, la sostanza potrebbe erre messa sul mercato a metà 2006 e raggiungere vendite di 500-600 milioni di dollari nel 2009. La Food and Drug Administration alla fine del mese scorso ha garantito una “pista veloce” al dexanabinol. La FDA tipicamente dà questa facilitazione ai farmaci che curano condizioni gravi e minacciose per la vita, per cui non esistono altri trattamenti approvati. Il dexanabinol è un cannabinoide sintetico senza proprietà psicotrope. Servirebbe a limitare il danno cerebrale nelle prime ore dopo un trauma. (Fonte: Associante Press del 13 Ottobre 2003)

USA: Oregon
Agenti della U.S. Drug Enforcement Agency (DEA) hanno confiscato 104 piante di cannabis a un malato, nonostante avesse una licenza statale. Hanno detto che applicavano le leggi federali contro la coltivazione di cannabis. Il raid è stato il secondo in un anno contro cannabis coltivata in Oregon per uso medicinale. In anni recenti la DEA aveva soprattutto attaccato i pazienti e i cannabis club della California, e aveva confiscato la loro cannabis. (Fonte: Associante Press of 12 Ottobre 2003)

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