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Bollettino IACM del 25 Maggio 2003

Scienza: Il THC efficace nella sindrome di Tourette in uno studio di 6 settimane

Uno studio in doppio cieco controllato con placebo su 24 pazienti sofferenti di sindrome di Tourette è stato condotto alla Medical School di Hannover, Germania. Lo studio, di 6 settimane, ha confermato i risultati di due studi precedenti più brevi della Dr.ssa Kirsten Mueller-Vahl e colleghi, che il THC è efficace nel ridurre i tic.

La sindrome di Tourette è un complesso disordine neuro-psichiatrico caratterizzato da tic motori (movimenti spastici improvvisi soprattutto della faccia, collo e spalle) e uno o più tic vocali. In molti casi, è associato a problemi comportamentali o disturbi psichiatrici (autoaggressione, disturbi dell’attenzione, ecc.). Attualmente, i neurolettici sono i farmaci più efficaci. Tuttavia non sono efficaci in tutti i casi, e spesso sono mal tollerati.

I pazienti furono trattati per 6 settimane. Il dosaggio è stato gradualmente portato a quello considerato ottimale di 10 mg di THC. Cominciando con 2.5 mg/giorno, la dose fu aumentata di 2.5 mg/giorno ogni 4 giorni. La gravità dei tic venne valutata usando diverse scale standard.

Sette pazienti sono usciti dallo studio o hanno dovuto essere esclusi, ma solo a causa di effetti collaterali. Il THC ha determinato un miglioramento significativo della gravità dei tic. Non si è verificato nessun effetto collaterale grave. La conclusione è che “i risultati danno ulteriori prove che il THC è efficace e sicuro nel trattamento dei tic”.

(Fonte: Mueller-Vahl KR, Schneider U, Prevedel H, Theloe K, Kolbe H, Daldrup T, Emrich HM. Delta-9-tetrahydrocannabinol (THC) is effective in the treatment of tics in Tourette syndrome: a 6-week randomized trial. J Clin Psychiatry 2003;64(4):459-465)

Scienza: L’uso di vaporizzatori riduce drasticamente le sostanze tossiche rispetto al fumo di cannabis

Un nuovo studio ha dimostrato che un vaporizzatore riduce drasticamente le sostanze dannose nel fumo di cannabis, rilasciando i cannabinoidi quasi puri con scarsissimi prodotti della combustione. Il fumo della cannabis bruciata contiene sostanze tossiche simili a quelle del fumo di tabacco e di altre erbe, che possono danneggiare i tessuti, provocando bronchite cronica e cancro.

Lo studio, condotto da Chemic Labs di Canton, Massachusetts, ha analizzato i vapori della cannabis scaldata nel Volcano (prodotto da Storz & Bickel GmbH & Co. KG, Tuttlingen, Germania) e li ha confrontati con il fumo prodotto bruciando la cannabis. Il Volcano è disegnato per scaldare il materiale a 130°-230° C, temperatura a cui sono prodotti vapori farmacologicamente attivi, ma che è sotto la soglia della combustione. Studi precedenti hanno dimostrato che i vaporizzatori possono ridurre le sostanze tossiche nel fumo di cannabis. Tuttavia, questo è stato il primo studio a analizzare la fase gassosa del vapore alla ricerca di un’ampia gamma di tossine.

L’analisi ha dimostrato che il vapore del Volcano è notevolmente pulito, e contiene il 95% di THC con tracce di cannabinolo (CBN). Il restante 5% consiste di piccole quantità di altre tre sostanze: un probabile parente dei cannabinoidi, un probabile idrocarburo aromatico policiclico (IAP), e un terpene, il cariofillene. Viceversa, nel fumo di cannabis sono contenuti oltre 11 diversi componenti, inclusi una mezza dozzina di IAP. I non cannabinoidi erano circa l’88% del totale del fumo.

Lo studio era sponsorizzato dalle organizzazioni americane California NORML, MAPS, e MPP. Ha usato cannabis con il 4% di THC. Un’analisi quantitativa ha trovato che il Volcano estraeva il 46% del THC nel vapore, in tre esposizioni al calore di 45 secondi. Negli studi precedenti l’efficienza delle sigarette per fumatori esperti era del 15-40% e della pipa del 45%.
Il Dr. Donald Abrams dell’Università di California, San Francisco, ha presentato una richiesta di finanziamenti al California Center for Medical Cannabis Research di San Diego per testare il Volcano in uno studio clinico.

Ulteriori informazioni su www.canorml.org/healthfacts/vaporizers.html
(Fonte: California NORML Press Release del 2 Maggio 2003)

Canada: La cannabis prodotta per il governo è disponibile per gli studi clinici

Dopo mesi di confusione e rinvii, il governo federale ha finalmente una fornitura nazionale di cannabis per iniziative di ricerca, ha detto Cindy Cripps-Prawak, capo del programma Cannabis Medical Access del governo federale.

Il Ministero della Salute (Health Canada) sta ottenendo la qualità standardizzata che aveva richiesto fin dal 2000, qunado aveva firmato con Prairie Plant Systems un contratto da 5.75 milioni di dollari per coltivare la cannabis in una miniera abbandonata a Flin Flon, nel Manitoba. La cannabis ha un contenuto di THC del 10-15%, ha detto la signora Cripps-Prawak.

Attualmente, solo due studi clinici sulla sicurezza e sull’efficacia dell’uso di cannabis che coinvolgono 64 pazienti sono in corso in Canada conm materiale ottenuto dagli USA. Secondo Health Canada nuovi studi dovrebbero includere fino a 300-400 pazienti.

(Fonte: Ottawa Citizen del 3 maggio 2003)

Notizie in breve

Svizzera: Il direttore del Ministero della Salute a favore della legalizzazione
In un’intervista, il direttore del Ministero per la Salute (Bundesamt fuer Gesundheit), Thomas Zeltner, ha sostenuto la legalizzazione dell’uso di cannabis, ma si è detto contrario alla legalizzazione della coltivazione e della vendita della droga. (Fonte: sda del 5 Maggio 2003)

Gran Bretagna: avvertimento del British Medical Journal
In un editoriale sul British Medical Journal il professor John Henry dell’Imperial College di Londra e due colleghi avvertono che 30,000 inglesi potrebbero morire ogni anno a causa del fumo di cannabis. Essi assumono che la cannabis sia così dannosa per i 3.2 milioni di fumatori di cannabis come il tabacco lo è per i 13 milioni di fumatori di tabacco, che provocherebbero 120,000 morti legate al tabacco (per cancro, malattie cardiache, ecc.). Oltre a questa poco fondata speculazione, essi sostengono che “l’ammontare del principale principio attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo (THC), è aumentato da circa lo 0.5% 20 anni fa a circa il 5% oggi in Grabnìn Bretagna”, il che, peraltro, non è vero. La concentrazione media di THC nella marijuana sequestrata in USA nel 1983 era del 3.3%, ed era simile in EURopa. (Fonte: Henry JA, et al. BMJ 2003;326(7396):942-3)

USA: Steve McWilliams
Il paziente e attivista per la cannabis medica Steve McWilliams di San Diego è stato condannato a 6 mesi di prigione da una corete federale per la coltivazione di cannabis nel suo giardino, nonostante una racomandazione di un medico che gli permetteva di usare la droga. Molti esperti credono che McWilliams abbia avuto tale sentenza perché era politicamente attivo sulla legalizzazione della cannabis come medicina. Rimarrà libero su cauzione in attesa dell’appello. (Fonte: NORML del 1 Maggio 2003)

Scienza: Acido ajulemico
Si sa che il metabolita del THC THC-COOH e l’analogo sintetico di tale metabolita, l’acido ajulemico (CT-3), inibisce l’infiammazione, ma il modo di azione è sconosciuto. Questa ricerca dimostra che l’acido ajulemico attiva un recettore chiamato “recettore gamma attivato dal proliferatore dei perossisomi” (PPARgamma). Questo è un meccanismo potenziale dell’attività anti-infiammatoria di questo derivato del THC. (Fonte: Liu J, et al. Mol Pharmacol 2003;63(5):983-92)

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