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Bollettino IACM del 17 Settembre 2012

Scienza/Umana: Il nabilone è efficace nel trattamento del dolore neuropatico da diabete

Il nabilone riduce il dolore nei pazienti con diabete che soffrono di dolore neuropatico periferico che non risponde ad altri farmaci. Questo è il risultato di uno studio “doppio cieco”, controllato con placebo, condotto presso il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Università di Calgary, Canada. A 37 pazienti è stato somministrato il cannabinoide sintetico nabilone per 4 settimane in aggiunta alla loro terapia già in corso. Di questi, 26 hanno ottenuto un ulteriore diminuzione del dolore di oltre il 30 per cento e 11 non hanno avuto risultati. Coloro che avevano ottenuto benefici sono stati inclusi in un ulteriore periodo di trattamento in doppio cieco di 5 settimane, dove 13 hanno ricevuto una dose variabile di nabilone (da 1 a 4 mg/giorno) e 13 un placebo.

Per coloro che hanno risposto alla terapia a base di nabilone c'è stato un miglioramento del dolore neuropatico (riduzione media del trattamento di 1,27 su una scala analogica visiva). La dose media di nabilone alla fine del trattamento è stata di 2,9 mg al giorno. Ci sono stati anche miglioramenti significativi rispetto al placebo per l'ansia, il sonno e la qualità della vita, misurati con questionari standard. I ricercatori hanno concluso che "una dose variabile di nabilone da 1 a 4 mg al giorno si è dimostrata efficace nell'alleviare i sintomi DPN (Diabetic Peripheral Neuropathy), nel migliorare i disturbi del sonno, la qualità della vita e in generale lo stato del paziente. Il nabilone è stato ben tollerato e di successo come adiuvante nei pazienti con DPN.

Toth C, Mawani S, Brady S, Chan C, Liu C, Mehina E, Garven A, Bestard J, Korngut L. An enriched-enrolment, randomized withdrawal, flexible-dose, double-blind, placebo-controlled, parallel assignment efficacy study of nabilone as adjuvant in the treatment of diabetic peripheral neuropathic pain. Pain. 2012 Aug 22. [in stampa]

Scienza/Umana: L'uso di cannabis da parte degli adulti non causa riduzione di intelligenza

Neppure un forte consumo di cannabis causa un declino cognitivo negli adulti. Tuttavia l'uso pesante della sostanza durante l'adolescenza può comportare una riduzione dell'intelligenza in età avanzata. Questi sono i principali risultati di un studio a lungo termine condotto da un team di ricerca internazionale in Nuova Zelanda. I partecipanti erano membri dello Dunedin Study, uno studio su un gruppo di 1.037 individui seguiti dalla nascita negli anni 1972/1973 fino all'età di 38 anni. Il consumo di cannabis è stato accertato in interviste all’età di 18, 21, 26, 32 e 38 anni. Test neuropsicologici sono stati condotti all'età di 13 anni, prima dell'inizio del consumo di cannabis, e ancora una volta all'età di 38 anni.

I ricercatori hanno scoperto che coloro che hanno usato cannabis con continuità fumando almeno quattro volte alla settimana, anno dopo anno, durante l'adolescenza, dai 20 ai 30 anni e, in alcuni casi, oltre i 30 anni - hanno subito un calo del loro quoziente intellettivo. Più le persone hanno fumato, maggiore è stata la perdita di IQ. L'effetto è stato notato solo in coloro che hanno iniziato a fumare la cannabis nell’adolescenza. "Si tratta di uno studio talmente speciale da rendermi abbastanza fiducioso che la cannabis è sicura per cervelli oltre i 18 anni, ma rischioso per quelli al di sotto" ha detto a BBC News il professor Terrie Moffitt dell'Istituto di Psichiatria, King College di Londra, membro della squadra di ricerca. "I risultati sono una buona notizia per tutti i pazienti che fanno uso di farmaci a base di cannabis," ha detto Franjo Grotenhermen, presidente dell'Associazione tedesca per la Cannabis come Medicina, in un comunicato stampa da ACM. "Un uso moderato della cannabis ad uso medico nonché l'uso del farmaco da adulti non comporta un deterioramento misurabile."

Meier MH, Caspi A, Ambler A, Harrington H, Houts R, Keefe RS, McDonald K, Ward A, Poulton R, Moffitt TE. Persistent cannabis users show neuropsychological decline from childhood to midlife. Proc Natl Acad Sci U S A. 2012 Aug 27. [in stampa]
BBC News of 28 August 2012
Reuters of 27 August 2012
Pressemitteilung der ACM vom 30. August 2012

USA: Tentativo di chiudere i dispensari di cannabis a Los Angeles fermato dai cittadini

Secondo un report del Wall Street Journal il divieto di dispensari di cannabis a Los Angeles non entrerà in vigore dopo che i sostenitori della cannabis medica l’hanno bloccato con una petizione. Dopo anni di tentativi falliti di controllare il numero di negozi di cannabis, il Los Angeles City Council ha emesso un'ordinanza a fine luglio che ha reso questi dispensari illegali.

Ora, secondo l'ufficio del Los Angeles City Clerk, i sostenitori della cannabis medica hanno presentato circa 50.000 firme per annullare il divieto, quasi il doppio del numero necessario. Una volta che il segretario comunale verificherà le firme, il Consiglio dovrà decidere se abrogare l'ordinanza o porre la questione sulla scheda elettorale del prossimo anno. Anche se molte città della California vietano la vendita di cannabis ai pazienti, in circa 50 città è consentita, mentre si regolamentano questioni come il numero di dispensari, le loro posizioni e le ore di funzionamento.

Wall Street Journal of 5 September 2012

Notizie in breve

Scienza/Umana: La dipendenza da cannabis in concomitanza all’uso di tabacco ha un tasso di recidiva superiore
In uno studio con 51 consumatori di cannabis (in media 10 sigarette di cannabis al giorno) che volevano smettere di usare la sostanza, coloro che hanno utilizzato anche il tabacco hanno avuto una maggiore probabilità di recidiva. I ricercatori hanno concluso che "il fumo di sigaretta è un marker clinicamente importante per l’ aumentato del rischio di recidiva nell’uso di marijuana."
New York State Psychiatric Institute and Department of Psychiatry, Columbia University, New York, USA.
Haney M, et al. Biol Psychiatry. 2012 Aug 29. [in stampa]

Scienza/Animale: L’inibizione della degradazione degli endocannabinoidi riduce il dolore
L'iniezione di una sostanza che inibisce l'attività dell’enzima MAGL, il quale è responsabile della degradazione dell’endocannabinoide 2-AG (2-arachidonoilglicerolo), ha ridotto la trasmissione del dolore nel midollo spinale dei ratti.
School of Biomedical Sciences, University of Nottingham Medical School, UK.
Woodhams SG, et al. Br J Pharmacol. 2012 Aug 26. [in stampa]

Scienza/Umana: Il THC per via orale riduce i sintomi di astinenza dei consumatori di cannabis
In uno studio con 13 consumatori quotidiani di cannabis, alte dosi di THC per via orale (60 e 120 mg al giorno) hanno attenuato la dipendenza da cannabis. I ricercatori propongono il THC (dronabinol) per via orale per il trattamento della dipendenza da THC (dronabinol) per via inalatoria .
Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, USA.
Vandrey R, et al. Drug Alcohol Depend. 2012 Aug 22. [in stampa]

Scienza/Animale: L’ossitocina riduce il dolore inerente il recettore CB1
L’ossitocina, sostanza prodotta dal corpo, somministrata nel cervello ha ridotto il dolore nei topi. Questo effetto era mediato, almeno in parte, dal recettore CB1, poiché questo effetto era bloccato da un antagonista del recettore. I ricercatori hanno anche dimostrato il coinvolgimento del sistema oppioide.
Department of Experimental Pharmacology, University of Naples "Federico II", Italy.
Russo R, et al. Peptides. 2012 Aug 10. [in stampa]

Scienza/Animale: Alti livelli di anandamide causano deposito di grasso a causa della ridotta funzionalità della tiroide
I topi senza FAAH (idrolasi ammide di acido grasso), che è responsabile della degradazione dell'anandamide, sviluppano ipotiroidismo (ridotta funzionalità della ghiandola tiroide ). Questa funzione ridotta causa maggiore deposito di grasso e insulino-resistenza, ovvero una ridotta risposta delle cellule all'insulina.
Yale School of Medicine, New Haven, USA.
Brown WH, et al. Proc Natl Acad Sci U S A. 2012 Aug 21. [in stampa]
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