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Bollettino IACM del 20 Agosto 2012

Scienza/Umana: In uno studio clinico il trattamento orale con un endocannabinoide efficace contro il dolore cronico

L'assunzione orale di un endocannabinoide ha causato una riduzione del dolore in 610 pazienti che non erano in grado di controllare efficacemente il dolore cronico con terapie standard. Questo è il risultato di uno studio osservazionale presso l'Università di Roma "Tor Vergata", Italia. 600 mg dell’endocannabinoide PEA (palmitoiletanolamide) sono stati somministrati due volte al giorno per 3 settimane seguiti da un unico dosaggio quotidiano per 4 settimane, in aggiunta alle normali terapie analgesiche o come terapia unica.

Il trattamento PEA ha ridotto significativamente il punteggio medio di intensità del dolore valutato in tutti i pazienti che hanno completato lo studio. L'effetto di PEA era indipendente dalla condizione patologica a cui era associato il dolore. La diminuzione di intensità del dolore indotta da PEA era presente anche nei pazienti senza terapia analgesica concomitante. È importante sottolineare che PEA non ha mostrato effetti collaterali. Gli autori hanno concluso: "In questo studio PEA si è dimostrato efficace e sicuro nella gestione del dolore cronico in diverse condizioni patologiche"

Gatti A, Lazzari M, Gianfelice V, Di Paolo A, Sabato E, Sabato AF. Palmitoylethanolamide in the Treatment of Chronic Pain Caused by Different Etiopathogenesis. Pain Med. 2012 Jul 30. [in stampa]

Notizie in breve

Scienza/Umana: Livelli più elevati di endocannabinoidi nella saliva di persone in sovrappeso
Rispetto a 12 soggetti normopeso, 12 soggetti sovrappeso insulino-resistenti avevano nella loro saliva livelli più alti di endocannabinoidi. Le concentrazioni salivari di anandamide (AEA) e oleoyl etanolammide (OEA) prima di un pasto (a digiuno) era direttamente correlato con l'indice di massa corporea, circonferenza vita e insulina a digiuno. Una perdita di peso corporeo di circa il 5 per cento in 12 settimane ha ridotto i livelli salivari di anandamide.
INSERM, Bordeaux, France.
Matias I, et al. PLoS One, 2012;7(7):e42399.

Scienza/Animale: Il CBD riduce le sensazioni positive associate all'assunzione di morfina
In uno studio sui ratti il CBD (cannabidiolo) ha inibito l’effetto ricompensa-facilitante della morfina, ovvero l'effetto che causa la sensazione di benessere associata con l'assunzione della sostanza. Questi effetti erano mediati dall’attivazione dei recettori 5-HT1A in una certa regione del cervello (rafe dorsale). Gli scienziati hanno concluso che "il cannabidiolo potrebbe essere clinicamente utile per attenuare gli effetti gratificanti degli oppioidi."
Dipartimento di Psicologia, Facoltà di Scienze Sociali, Università di Creta, Grecia.
Katsidoni V, et al. Addict Biol. 2012 Aug 2. [in stampa]

Scienza/Animale: Gli endocannabinoidi riducono i danni cerebrali causati da un ridotto apporto di sangue durante il parto
Gli endocannabinoidi 2-AG (glicerolo arachidonoyl) e AEA (anandamide) hanno ridotto i danni al cervello causati dalla riduzione dell'apporto di sangue e ossigeno in ratti di 7 giorni. Gli endocannabinoidi sono stati somministrati dopo aver ridotto l’apporto di sangue e ossigeno per 2 ore. Gli animali trattati presentavano una riduzione nella morte delle cellule nervose.
Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Università dei Paesi Baschi, Vizcaya, Spagna.
Lara-Celador I, et al. Brain Res. 2012 Jul 26. [in stampa]

Scienza/Animale: Effetto anti-infiammatorio del CBD nella pancreatite acuta
Il CBD (cannabidiolo) e il cannabinoide sintetico O-1602, che entrambi si legano al recettore GPR55, hanno ridotto l’infiammazione nella pancreatite acuta di topi. Essi hanno ridotto la concentrazione di sostanze pro-infiammatorie (interleuchina-6, fattore di necrosi tumorale alfa).
Institute of Digestive Disease, Dipartimento di Fisiopatologia, Tongji University School of Medicine, Shanghai, Cina.
Li K, et al. Pancreas. 2012 Jul 30. [in stampa]

Scienza/Animale: L’agonismo inverso sul recettore periferico CB1 riduce l'obesità
Un agonismo inverso del recettore periferico CB1 ha ridotto l’appetito, il peso corporeo e la resistenza all'insulina in topi. Questo effetto è mediato dal ripristino della normale funzione della leptina, un ormone secreto dalle cellule adipose che riduce l'appetito.
National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism, National Institutes of Health, Bethesda, USA.
Tam J, et al. Cell Metab. 2012 Jul 25. [in stampa]

Scienza/Umana: Un forte consumo di cannabis negli adolescenti influenza la funzione del cervello
Ci sono state differenze di attivazione in alcune regioni del cervello fra 24 forti consumatori di cannabis e 24 non consumatori con un'età media di circa 18 anni. I ricercatori hanno concluso che "il consumo cronico di marijuana può influire su un cervello in sviluppo."
The Brain Institute, University of Utah, Salt Lake City, USA.
Lopez-Larson MP, et al. Psychiatry Res. 2012 Jul 24. [in stampa]

Scienza/Umana: I test delle urine per il THC in neonati non sono affidabili
In un ampio campione di test delle urine per il THC in neonati quasi la metà dei risultati dello screening (47 per cento) non sono stati confermati in test specifici. La percentuale corrispondente negli adulti è stata dello 0,8 per cento. Ciò significa che l'urina di un neonato, che è risultato positivo al THC in un test di screening, molto spesso non contiene THC. La causa non è chiara.
Department of Pathology, University of Utah School of Medicine, Salt Lake City, USA.
Barakauskas VE, et al. Clin Chem. 2012 Jul 24. [in stampa]

Scienza/Umana: Il consumo di cannabis aumenta l'inibizione attenzionale
Un gruppo di 25 consumatori regolari di cannabis hanno mostrato una maggiore inibizione in un compito sulla inibizione attenzionale rispetto a 26 soggetti di controllo non consumatori della sostanza. La teoria dell’inibizione si basa sul presupposto che, durante l'esecuzione di qualsiasi compito mentale, il soggetto passa in realtà attraverso una serie di stati alternati di distrazione (non-lavoro) e attenzione (lavoro). Gli autori hanno dichiarato che "Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se una maggiore inibizione rappresenta un vantaggio o uno svantaggio per le prestazioni di ricerca visuale dei consumatori di cannabis."
La Facoltà Internazionale dell'Università di Sheffield, City College, Thessaloniki, Grecia.
Vivas AB, et al. Hum Psychopharmacol. 2012 Aug 1. [in stampa]

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