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Bollettino IACM del 31 Marzo 2004

Canada: progetto pilota sulla cannabis nelle farmacie nella Columbia Britannica

Il Canada intende rendere disponibile nelle farmacie del paese la marijuana con certificazione governativa. Esponenti del governo stanno organizzando, nella Columbia Britannica, un progetto pilota modellato sui programmi olandesi.
Oggi una confezione da 30 g di infiorescenze secche di cannabis costa 113 dollari canadesi (1 EURo corrisponde a 1.60 dollari canadesi) e viene spedita direttamente per corriere ai pazienti che hanno l’autorizzazione ad usare la cannabis o ai loro medici. Ma il ministero della sanità vuole cambiare il regolamento per permettere alle farmacie che lo desiderano di tenere in custodia marijuana per la vendita diretta ai pazienti autorizzati senza la prescrizione medica.

La notizia del cambiamento sarà resa pubblica questa primavera, in modo da consentire la distribuzione in farmacia più avanti nel corso dell’anno. “Ora come ora siamo solo agli stadi preliminari” ha affermato Robin O ’Brien, un farmacista che sta organizzando il progetto pilota per il governo. Quest’ultimo sarà attivato nella Columbia Britannica perché l’associazione dei farmacisti della provincia ha emesso nell’autunno scorso un comunicato favorevole alla distribuzione della marijuana medica nelle farmacie, mentre la maggior parte delle organizzazioni sanitarie assistenziali si oppongono ad un accesso facilitato al farmaco.

(Fonte: Associated Press del 21 marzo 2004)

Olanda: vendita di cannabis minore delle aspettative nelle farmacie

Mezzo anno dopo che le farmacie hanno iniziato a vendere cannabis autorizzata dal governo, la domanda è chiaramente inferiore alle aspettative. “La domanda sino ad ora non ha soddisfatto le aspettative” ha dichiarato il portavoce del ministero della sanità Bas Kuik. Invece di 8000, solo 1000 pazienti si sono rivolti alle farmacie con una prescrizione medica.

E siccome la richiesta è rimasta così bassa, i due coltivatori autorizzati dal governo hanno venduto meno anch’essi, il che rende problematica la loro sopravvivenza. Specialmente le caffetterie ed i fornitori illegali esercitano una forte concorrenza per la cannabis farmaceutica. Apparentemente, uno dei motivi principali è costituito dal prezzo. Mentre 5 g di cannabis ufficiale costano tra i 44 e i 50 EURo, la sostanza è disponibile nelle caffetterie a meno della metà. Inoltre, la maggioranza delle assicurazioni sulla salute non rimborsano il costo della cannabis su prescrizione.

Il ministero della sanità fa notare che la cannabis delle caffetterie non soddisfa i requisiti che sono richiesti alle droghe. Ciò sarebbe garantito solo dal controllo governativo.

(Fonte: dpa [agenzia di stampa tedesca] del 21 marzo 2004)

USA: l’uso medico della marijuana può essere invocato a difesa nei processi penali di droga


Un giudice federale ha emesso una sentenza il 22 marzo secondo la quale un uso chiaramente terapeutico della marijuana potrebbe essere considerato da una giuria un argomento a difesa nei processi penali di droga. La decisione del giudice della corte distrettuale degli Stati Uniti Nora M. Manella consegue ad una sentenza del dicembre scorso della corte d’appello della nona circoscrizione secondo cui l’uso terapeutico della cannabis su raccomandazione medica può essere considerato legale negli stati che hanno approvato leggi sulla marijuana medica.

Il caso di Anna Barrett e di suo marito Gary che erano stati accusati di aver prodotto e di aver cospirato per produrre marijuana segna la prima volta che la sentenza di una corte d’appello , emessa in un processo civile, è stata portata davanti a un giudice in un processo penale. Entrambi erano in possesso di una raccomandazione del medico in ottemperanza alla legge californiana sulla cannabis terapeutica del 1996, ma gli agenti federali avevano trovato centinaia di cloni dormienti della pianta durante un’irruzione nel maggio 2000.
(Fonte: Associated Press del 22 marzo 2004)

Notizie in breve

Scienza: malattia di Alzheimer
Ricercatori dell’Università di Napoli hanno scoperto che il cannabinoide naturale CBD protegge le cellule nervose dagli effetti tossici causati dall’amiloide beta. La beta amiloide svolge un ruolo importante nel morbo di Alzheimer

Scienza: fertilità maschile
Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Marqués di Barcellona, la qualità dello sperma non è modificata dall’uso di droghe. I ricercatori hanno analizzato 1005 campioni di sperma di uomini di Barcellona e 279 campioni di uomini di La Coruña. Sono state investigate un certo numero di variabili che potevano modificare la qualità dello sperma. La variabile che produce modifiche più rilevanti è la frequenza degli eiaculati. La qualità infatti migliora in proporzione al numero di questi. Gli uomini che usavano droghe esibivano una maggiore frequenza di eiaculazioni (4.1 alla settimana) rispetto alla popolazione maschile media (3.1 alla settimana). (Fonte: Las drogas no afectan a la calidad del esperma, www.bahiademalaga.com)

USA: Connecticut
Il Comitato Giudiziario del Parlamento statale ha approvato per 24 voti a 15 un provvedimento che permetterà alle persone malate di coltivare cannabis a scopi medicinali. Il provvedimento è quasi identico a quello che era stato approvato dallo stesso Comitato l’anno scorso, ma non era passato alla Camera dei Rappresentanti del Connecticut. Il provvedimento di quest’anno riduce il numero delle piante coltivabili da sei a cinque e impone che le stesse siano coltivate in un’area sicura entro i confini dell’abitazione. (Fonte: Associated Press del 15 marzo 2004)

Scienza: eroina
L’esposizione dei ratti al THC non ha aumentato il loro appetito di eroina, ha dimostrato un gruppo di ricercatori di Baltimora (USA). I ratti che in precedenza avevano ricevuto il THC si autosomministravano in seguito significativamente più eroina degli altri. D’altra parte, lo sforzo massimale compiuto dai ratti per ricevere un’iniezione non risultava modificato dalla pre-esposizione al THC. I ricercatori hanno notato che i risultati “non sostanziano l’ipotesi che la pre-esposizione al THC alteri l’efficacia dell’eroina come rinforzante”. (Fonte: Solinas M. et al. Neuropsychopharmacology 2004 [pubblicazione elettronica anticipante la stampa])

Scienza: cancro
Vari cannabinoidi tra cui l’anandamide e il THC si sono rivelati responsabili dell’accelerazione della proliferazione neoplastica. Ricercatori dell’Istituto di Biochimica Max Plank di Martinsried (Germania) hanno esposto diverse cellule cancerogene (di glioblastoma e carcinoma polmonare) a questi cannabinoidi, col risultato di un’accelerata proliferazione delle cellule neoplastiche. Tali risultati contraddicono le ricerche effettuate da altri gruppi che invece hanno trovato che i cannabinoidi riducevano la crescita tumorale mediante apoptosi programmata. (Fonte: Hart S. et al. Cancer Res 2004; 64 [6]: 1943-50)

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