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Bollettino IACM del 04 Marzo 2004

Canada: I pazienti possono essere trattenuti dall’usare cannabis a causa della sua immagine di droga illegale

Lo stigma associato all’uso di cannabis trattiene malati gravi dal trarre vantaggio dalle proprietà medicinali del farmaco, secondo uno studio della specialista in cure palliative Dr. Romayne Gallagher, professore dell’University of British Columbia.

Essa ha fatto un’indagine di pazienti terminali nelle unità di cure palliative di Kelowna e Vancouver, che ha mostrato che questi pazienti erano preoccupati che fumare marijuana potesse danneggiare i polmoni, essere illegale o provocare dipendenza. Essi erano anche preoccupati sull’impatto che fumare cannabis poteva avere sui membri della famiglia.

Anche la morfina ha un persistente stigma, dice la Dr. Gallagher. Anche se molti pazienti muoiono tra grandi dolori, sono preoccupati dei problemi legati all’uso di droghe. Spesso, le loro paure riflettono la visione del medico che la prescrive, continua: “Ciò che è frustrante per i pazienti è che l’ansia del medico li fa sentire in obbligo di giustificare continuamente che hanno dolore. Un medico generico può non sentirsi a suo agio prescrivendo un oppioide, e il paziente è umiliato perché deve continuare a giustificarsi che davvero aveva dolore.”

L’informazione del pubblico dovrebbe aiutare a diminuire lo stigma associato con l’uso di cannabis a scopi medicinali, dice: "Ciò che questo studio mi ha insegnato è che noi dobbiamo ancora fare molto per l’informazione del pubblico sulle cose che abbiamo, che funzionano piuttosto bene. La gente che ottiene il miglior beneficio dalla cannabis dice che è meraviglioso, che hanno un buon sollievo dal dolore e non sono alterati. Io l’ho usata in pazienti per lo più in situazioni non palliative e non di cancro, come la sclerosi multipla."

(Fonte: Haley L. Your bias may be keeping pot from pain patients. Medical Post del 3 Febbraio 2004, Vol. 40(5))

Germania: Il governo federale si rimangia la parola sulla cannabis medica

In una lettera del 29 gennaio 2004 il Ministero Federale della Salute ha comunicato all’Associazione Tedesca per la Cannabis come Medicina (ACM), che "per il momento" il ministero non vuole rendere disponibile per la prescrizione un estratto di cannabis. Le conoscenze scientifiche sugli effetti terapeutici della cannabis non sarebbero sufficienti a giustificare tale mossa."

Nella primavera 1999 il ministro della salute aveva domandato all’istituzione responsabile delle Associazioni Tedesche dei Farmacisti di sviluppare una formula per un estratto di cannabis, in modo che i farmacisti potessero prepararlo. A quel tempo i rappresentanti dell’ACM furono informati che il governo federale intendeva cambiare la legge per permettere ai medici di prescrivere questo estratto. Un estratto di cannabis avrebbe potuto essere disponibile fin dall’autunno 2001.

In un articolo congiunto dei rappresentanti dell’Associazione Medica Tedesca e del Ministero Federale della Salute nelle riviste Journal of the German Medical Association, Journal of the German Pharmacists Association e German Pharmaceutical Journal dell’aprile 2001 la posizione del ministero era stata portata a conoscenza degli operatori sanitari, dicendo che "la riclassificazione dell’estratto di cannabis nella tabella 3 della legge sui narcotici era in preparazione”. In una lettera del Ministero Federale della Salute al comitato delle petizioni del Parlamento tedesco del 28 Settembre 2001 questa intenzione era stata ribadita.

Dopo alcuni ritardi, le Associazioni Tedesche dei Farmacisti fornirono la loro proposta di estratto di cannabis nell’estate 2003. Il Ministero Federale della Salute ora scrive che la formula era stata “inoltrata” al ministro, facendo finta di niente sul fatto che era stato il ministro stesso a richiederla. Invece di predisporre i necessari cambiamenti della legge, il “governo federale continua a osservare attentamente gli sforzi scientifici per dimostrare l’efficacia terapeutica della cannabis."

Il presidente dell’ACM, Dr. Franjo Grotenhermen, ha definito tale comportamento "un inganno del pubblico e una rozza rottura della parola data". Le ragioni fornite nella lettera sarebbero deboli, discutibili e caratterizzate da un “linguaggio burocratico senza cuore”. "Il governo federale ha problemi politici e apparentemente cerca di evitare un altro possibile punto di attacco, a spese dei malati."

Scienza: L’effetto della cannabis sulla capacità di guidare dipende dalla dose

Le cause di incidenti furono analizzate in uno studio australiano con 3398 guidatori feriti mortalmente. Mentre i guidatori con basse concentrazioni di THC nel sangue avevano una probabilità minore di causare un incidente di quelli con concentrazione nulla, le alte concentrazioni di THC erano associate con una probabilità maggiore di colpevolezza.

Per l’insieme dei conducenti con solo THC nel sangue la probabilità relativa (PR) di causare un incidente era di 2.7 (cioè 2.7 volte maggiore) rispetto ai conducenti che non avevano usato droghe. Per i conducenti con più di 5 ng/ml di THC nel sangue, la PR saliva a 6.6. Invece la PR dei conducenti con THC fino a 5 ng/ml era inferiore rispetto a quella dei conducenti che non avevano usato droghe né legali (alcool, farmaci) né illegali.

La PR dei conducenti con una concentrazione di alcool superiore allo 0.05 per cento era circa 3 volte maggiore che nel gruppo che aveva usato solo THC. La PR per i conducenti con THC e alcool confrontati con quelli “solo THC” era di 2.9, il che suggerisce un effetto additivo del THC e dell’alcool nel peggioramento della guida.

I guidatori al di sopra dei 60 anni o al disotto dei 25 avevano un maggiore rischio di colpevolezza rispetto ai guidatori di 30-59 anni, i primi forse per diminuita performance psicomotoria, e i secondi per inesperienza e maggior propensione al rischio. L’OR dei conducenti di 18-25 anni rispetto a quelli di 30-39 anni era di 1.7, mentre quello dei conducenti di oltre 60 anni rispetto a quelli di 30-39 era di 2.2.

(Fonti: Drummer O, et al. The involvement of drugs in drivers of motor vehicles killed in Australian road traffic crashes. Accid Anal Prev 2004;36(2):239-48; personal communication by Olaf Drummer)

Notizie in breve

Spagna: Indagine sull’uso medico di cannabis
Il Servizio sanitario pubblico dell’ Andalusia sta facendo un’indagine sull’uso medico di cannabis e cannabinoidi in Spagna. Il questionario è disponile sul sito web dell’IACM al link:
www.cannabis-med.org/spanish/nav/home-patients.htm

Svizzera: Medici assolti
Un tribunale di Neuenburg ha assolto cinque medici che avevano prescritto cannabis ai loro pazienti per il sollievo dal dolore. Secondo l’opinione del tribunale, i medici non avevano intenzione di violare la legge ma solo alleviare il dolore dei loro pazienti. Lo stato di emergenza in cui gli imputati agivano, giustificava da solo l’assoluzione, ha dichiarato il tribunale. (Fonte: Tagesanzeiger del 3 Febbraio 2004)

Gran Bretagna: Un medico compra la cannabis per un paziente
Un comitato medico è stato informato il 2 febbraio che un medico aveva comprato cannabis da un malato per aiutarne un altro che stava morendo di cancro. Il medico ha ammesso di aver fornito due volte cannabis a una donna di 56 anni malata di linfoma. Stava ricevendo chemio e radioterapia ma le aveva interrotte alla notizia che non poteva essere guarita. (Fonte: Daily Telegraph del 3 Febbraio 2004)

Scienza: Dolore e HIV
L’agenzia di stampa Reuters ha riferito di uno studio sulla cannabis fumata in 16 pazienti HIV con dolore neuropatico, presentato all’11th Annual Retrovirus Conference, a San Francisco l’8-11 Febbraio. 12 dei 16 partecipanti avevano avuto una riduzione del dolore di oltre il 30 per cento. L’abstract dello studio di Donald Abrams e colleghi ("The effects of smoked cannabis in painful peripheral neuropathy and cancer pain refractory to opioids") era già stato presentato alla Conferenza IACM di Colonia nel settembre 2003 ed è disponibile online:
www.cannabis-med.org/studies/study.php (Fonte: Reuters del 12 Febbraio 2004)

USA: Oakland
La città di Oakland in California darà delle licenze di commercio a 4 distributori di marijuana medica e obbligherà altri otto a chiudere. Dal 1 giugno i club di Oakland che lavorano nell’ambito della legge statale sulla cannabis medica (Proposition 215) devono chiedere le licenze. La città selezionerà 4 venditori fra quelli che faranno la domanda. (Fonte: San Francisco Chronicle del 5 Febbraio 2004)

Scienza: Psicosi
Un’analisi della letteratura sull’associazione di cannabis e psicosi è stata fatta da scienziati inglesi. Sono stati inclusi 5 studi. L’uso di cannabis è stato trovato associato in generale con un raddoppio del rischio relativo di schizofrenia. Gli scienziati ritengono che l’eliminazione dell’uso di cannabis potrebbe ridurre la schizofrenia dell’8 per cento circa, “assumendo una relazione causale”. L’uso di cannabis "non appare né una causa sufficiente né necessaria di psicosi." (Fonte: Arseneault L, et al. Br J Psychiatry. 2004 Feb;184(2):110-117).

USA: Cibi a base di canapa
Il 6 Febbraio l’Agenzia federale per le droghe DEA (Drug Enforcement Administration) ha perso la battaglia contro il cibo tratto da semi di canapa, come l’olio di canapa, che contiene solo minime concentrazioni di THC. Una corte di appello di San Francisco ha stabilito che la DEA non può regolare questi cibi in quanto essi non sono droghe. La DEA sosteneva che tutte le sostanze che contengono THC sono droghe illegali. (Fonte: Comunicato stampa dell’Hemp Industries Association del 6 Febbraio 2004)

IACM: Correzione Bollettino IACM
Nel Bollettino IACM del 18 gennaio 2004 abbiamo scritto che il numero di persone in possesso di “carte di identità per la marijuana” nell’Oregon era di 7.584, che non è il 2 per cento come abbiamo scritto, ma lo 0,2 per cento della popolazione dell’Oregon (3,4 milioni).

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