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Bollettino IACM del 24 Gennaio 2015

Scienza/Umana: Il nabilone riduce gli incubi nei pazienti con disturbo da stress post traumatico

Ricercatori della sede centrale del nucleo servizi sanitari delle forze armate canadesi (Canadian Forces Health Services Group Headquarters) a Ottawa, in Canada, hanno scritto sulla rivista Psychoneuroendocrinology che il nabilone ha ridotto gli incubi nei soggetti con disturbo di stress post traumatico (PTSD) in uno studio controllato con 10 pazienti. Il personale militare canadese di sesso maschile con PTSD che, nonostante il trattamento standard, aveva continuato a soffrire di incubi legati al trauma, hanno ricevuto un trattamento in doppio cieco con 0,5 mg di nabilone o placebo, aumentato poi fino alla dose efficace (soppressione degli incubi) o fino al raggiungimento di un massimo di 3,0 mg. I soggetti sono stati seguiti per 7 settimane e poi, dopo un periodo di washout (lavaggio) di 2 settimane, sono stati trattati con l'altro trattamento dello studio e seguiti per 7 ulteriori settimane. Il nabilone è un derivato sintetico del THC con effetti simili.

Sono stati inclusi dieci soggetti. La riduzione media degli incubi misurata con un questionario standardizzato era -3.6 (nabilone) e -1.0 (placebo). I’indice di miglioramento medio globale misurato con un altro questionario è stato 1,9 (cioè molto migliorato) e 3.2 (cioè minimamente migliorato) rispettivamente nei gruppi trattati con nabilone e con placebo. I ricercatori hanno concluso che in questo piccolo campione il nabilone "ha fornito un significativo sollievo per il personale militare con PTSD, indicandolo come promettente per il trattamento clinico dei pazienti con incubi e con una storia di non risposta alle terapie tradizionali."

Jetly R, Heber A, Fraser G, Boisvert D. The efficacy of nabilone, a synthetic cannabinoid, in the treatment of PTSD-associated nightmares: A preliminary randomized, double-blind, placebo-controlled cross-over design study. Psychoneuroendocrinology 2015;51:585-8.

Scienza/Umana: In uno studio clinico l’estratto di cannabis non riduce il dolore da cancro

In un studio clinico l’estratto di cannabis Sativex della compagnia inglese GW Pharmaceuticals non è riuscito ad alleviare il dolore nei malati di cancro, come sperato. GW, che sta sviluppando Sativex per il dolore in collaborazione con la società giapponese Otsuka, ha detto che il primo dei tre larghi studi non ha trovato alcuna differenza statisticamente significativa tra i soggetti che utilizzano il suo prodotto e quelli a cui è stato dato un placebo. Questo studio controllato con placebo ha reclutato un totale di 399 pazienti negli Stati Uniti, in Messico e in EURopa. Si è valutato il Sativex in un intervallo di dose da 3 a 10 spruzzi di spray al giorno (contenenti 8,1-27,0 mg di THC) per un periodo di trattamento di 5 settimane con in aggiunta un periodo di stabilizzazione dai 5 ai 14 giorni all'inizio del processo e una settimana di follow-up (controlli) alla fine.

Justin Gover di GW Pharmaceuticals ha detto che, visti i dati incoraggianti dei test precedenti, i risultati sono stati deludenti e inaspettati, ma gli scienziati della società non hanno perso la speranza. I risultati di due ulteriori studi clinici di fase III sono attesi entro la fine dell'anno e, se positivi, potrebbero ancora consentire al farmaco di essere ultilizzato per il trattamento del dolore nei pazienti con cancro avanzato, ambito nel quale è stato progettato per essere somministrato come ulteriore opzione agli oppioidi. "Anche se abbiamo mancato l’obiettivo primario in questo trial, in base ai dati positivi osservati nel trial di Fase II restiamo fiduciosi nella capacità del Sativex di alleviare il dolore da cancro in questa tipologia di pazienti", ha detto Gover.

Reuters of 8 January 2015
Press release by GW Pharmaceuticals of 8 January 2015

Scienza/Umana: La tetraidrocannabivarina può essere utile per l’obesità

Ricercatori dell’Università di Reading e Oxford, Regno Unito, hanno scritto sull'International Journal of Neuropsychopharmacology che il cannabinoide naturale tetraidrocannabivarina (THCV) ha alterato la risposta nervosa agli stimoli piacevoli e spiacevoli in un modo che "suggerisce attività terapeutica per l'obesità". THCV è un antagonista del recettore neurale CB1. I ricercatori hanno ipotizzato che THCV, a differenza dell’antagonista del recettore CB1 rimonabant, lascierebbe intatta la risposta neurale alla ricompensa, ma aumenterebbe la risposta all’avversione. Rimonabant è stato approvato in alcuni paesi EURopei per un po' di tempo per il trattamento dell'obesità, ma è stato associato a gravi effetti collaterali, come l'ideazione di suicidio. 20 volontari sani hanno ricevuto una singola dose di THCV (10 mg) e di placebo in due diverse occasioni.

Abbiamo misurato la risposta neurale a stimoli gratificanti (vista e/o sapore di cioccolato) e repulsivi (foto di fragole ammuffite e/o un gusto di fragola meno piacevole) con la risonanza magnetica funzionale. Non ci sono state differenze significative tra i gruppi nelle valutazioni soggettive. Tuttavia THCV ha aumentato la risposta agli stimoli di cioccolato in diverse regioni del cervello (mesencefalo, corteccia cingolata anteriore, caudato e putamen). THCV ha anche aumentato la risposta agli stimoli avversi in amigdala, insula, corteccia orbitofrontale mediale, caudato e putamen.

Tudge L, Williams C, Cowen PJ, McCabe C. Neural Effects of Cannabinoid CB1 Neutral Antagonist Tetrahydrocannabivarin (THCv) on Food Reward and Aversion in Healthy Volunteers. Int J Neuropsychopharmacol. 2014 Dec 25. [in stampa]

Notizie in breve

USA: Dopo la legalizzazione l'uso di cannabis in Colorado è aumentato
Secondo il National Survey on Drug Use and Health, da quando la legalizzazione della cannabis prese piede in Colorado, la percentuale stimata di consumatori regolari di cannabis è aumentata. L’uso mensile in Colorado è salito al 12,7%, aumentando del 22%. A livello nazionale il consumo di cannabis mensile da parte di persone maggiori di 12 anni è aumentato di circa il 4% portando la percentuale dei consumatori al 7,4%. Il dottor Mark Kleiman, professore dell'Università di California-Los Angeles che studia la politiche sulla cannabis, ha commentato: "Questo non è sorprendente visto quello che sta succedendo sul versante medico", riferendosi all’aumento dei pazienti di marijuana medica in Colorado nello stesso periodo. "Non credo che questi dati ci raccontino l'impatto a lungo termine della legalizzazione."
Denver Post of 26 December 2014

Scienza/Umana: L'uso di cannabis è associato a una massa grassa inferiore e un migliore metabolismo del glucosio negli Inuit
Ricercatori hanno analizzato i dati su 786 Inuit adulti ed hanno scoperto che l'uso di cannabis è stato associato ad un più basso indice di massa corporea (BMI), minore massa grassa, minore insulina a digiuno e basso HOMA-IR, che è una misura del metabolismo del glucosio.
CHU del Québec Research Center, Canada.
Ngueta G, et al. Obesity (Silver Spring). 2014 Dec 31. [in stampa]

Scienza/Cellule: L’anandamide attiva la morte cellulare nelle cellule tumorali della pelle
Il cancro della pelle non melanomatoso e altri tumori epiteliali contengono più enzima cicloossigenasi-2 (COX-2), differenziandosi dalle cellule normali. Una nuova ricerca suggerisce che l'anandamide (AEA) "sarebbe selettivamente tossica nelle cellule tumorali che sovraesprimono COX-2 (...). Quindi AEA può essere un agente topico ideale per l'eliminazione di tumori maligni che sovraesprimono COX-2.
Brody School of Medicine, Pharmacology and Toxicology, East Carolina University, Greenville, USA.
Soliman E, et al. Mol Carcinog. 2015 Jan 3. [in stampa]

Scienza/Cellule: Il fenofibrato, un farmaco contro il colesterolo elevato nel sangue, si lega ad entrambi i recettori dei cannabinoidi
In studi su parti di intestino prelevati da cavie, i ricercatori hanno dimostrato che il fenofibrato, che viene utilizzato per ridurre il colesterolo nel sangue, ha agito come un agonista a livello del recettore CB2 e come un agonista parziale del recettore CB1. Gli autori hanno scritto che "il fenofibrato viene così identificato come un esempio di una nuova classe di ligandi del recettore cannabinoide e di modulatore allosterico, con la possibilità di interagire in maniera terapeutica con i recettori cannabinoidi in aggiunta al suo obiettivo primario", che è il recettore PPAR.
University of Nottingham Medical School, UK.
Priestley RS, et al. FASEB J. 2014 Dec 30. [in stampa]

Scienza/Animale: I cannabinoidi possono proteggere dai danni ai reni del diabete
Alti livelli di glucosio nel sangue aumentano il rischio di sviluppare nefropatia diabetica (danni renali). Il numero di recettori CB1 e GPR55 in alcune parti del rene (tubuli prossimali) è "alterato in risposta all’esposizione a livelli elevati di glucosio e di albumina." I ricercatori suggeriscono di indagare "se questi recettori siano target fisiologici efficaci per il trattamento e la prevenzione delle nefropatia diabetica.
College of Health and Biomedicine, Victoria University, Melbourne, Australia.
Jenkin KA, et al. Clin Exp Pharmacol Physiol. 2014 Dec 29. [in stampa]

Scienza/Animale: L’attivazione dei recettori dei cannabinoidi nel cervello può proteggere da lesioni cerebrali
I ricercatori hanno investigato alcune aree cerebrali (ippocampo) di topi dopo traumi cerebrali e hanno trovato un effetto protettivo dell’attivazione dei recettori dei cannabinoidi .
Ospedale pediatrico di Philadelphia, USA.
Johnson BN, et al. Front Cell Neurosci 2014;8:435. eCollection 2014

Scienza/Animale: La ridotta funzione cerebrale dopo trauma cranico è migliorata da un agonista inverso del recettore CB2
Deficit motori, visivi ed emozionali nei topi dopo una lieve lesione cerebrale traumatica sono stati alleviati da SMM-189, un agonista inverso sintetico di CB2. Un agonista inverso si lega agli stessi recettori dell’agonista (per esempio il THC al recettore CB2), ma induce un effetto opposto.
The University of Tennessee Health Science Center, Memphis, USA.
Reiner A, et al. Int J Mol Sci 2014;16(1):758-87.

Scienza/Umana: Gli effetti avversi degli oppioidi durante gli interventi chirurgici possono dipendere da una variazione genetica dell'enzima responsabile della degradazione degli endocannabinoidi
In uno studio con 259 bambini sani tra i 6 e i 15 anni sottoposti a tonsillectomia che hanno ricevuto una dose intraoperatoria di morfina, gli effetti avversi dipendevano dalla funzione dell’amide idrolasi degli grassi acidi (FAAH). FAAH è responsabile della degradazione dell’anandamide. Se FAAH non funziona correttamente a causa di un difetto genetico ci sono più effetti collaterali legati agli oppioidi, per esempio nausea e vomito postoperatorio.
Cincinnati Children's Hospital Medical Center, USA.
Sadhasivam S, et al. Pharmacogenomics J. 2015 Jan 6 [in stampa]

Scienza/Umana: Il tipo di leggi sulla cannabis medica negli Stati Uniti influenza l’uso di cannabis
Ricercatori di RAND hanno indagato le incoerenze identificate nella letteratura precedente per quanto riguarda il rapporto tra le leggi sulla cannabis medica e l’uso di cannabis ricreativa, analizzando attentamente l'importanza delle politiche (obblighi di registrazione, coltivazione domestica, dispensari, ecc.). Essi hanno concluso che non tutte le "leggi sono uguali" e non hanno le stesse conseguenze.
RAND Corporation, Santa Monica, USA.
Pacula RL, et al. J Policy Anal Manage 2015;34(1):7-31.

Scienza/Cellule: Il sistema endocannabinoide è coinvolto negli effetti analgesici del Metamizol
Il blocco contemporaneo sia del recettore dei cannabinoidi-1 che del recettore vanilloide ha invertito gli effetti del Metamizol (dipyrone) in alcune cellule, "suggerendo che il sistema endocannabinoide/endovanilloide partecipi agli effetti analgesici del dipirone."
Gruppo di ricerca endocannabinoide presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale, Seconda Università degli Studi di Napoli, Italia.
Maione S, et al. EUR J Pharmacol. 2014 Dec 31. [in stampa]

Scienza/Animale: I recettori dei cannabinoidi sia centrali che periferici sono coinvolti nella riduzione del dolore muscolare del THC
Una ricerca con modelli murini di dolore muscolare acuto mostra che sia i recettori dei cannabinoidi centrali che quelli periferici sono coinvolti nella riduzione del dolore muscolare esercitata dal THC. I ricercatori suggeriscono che "il THC potrebbe essere una futura opzione farmacologica nel trattamento del dolore muscolare. La somministrazione locale di THC potrebbe essere un'opzione interessante per il trattamento di questo tipo di dolore evitando gli effetti collaterali centrali."
Facultad de Ciencias de la Salud, Universidad Rey Juan Carlos, Madrid, Spain.
Bagüés A, et al. EUR J Pharmacol 2014;745:69-75.

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