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Bollettino IACM del 10 Gennaio 2013

Scienza/Umana: Secondo un ampio studio i consumatori di cannabis hanno un rischio ridotto di sviluppare il diabete

Secondo uno studio rappresentativo di 10.896 cittadini degli Stati Uniti, i consumatori di cannabis avevano un rischio significativamente più basso di sviluppare il diabete mellito rispetto ai non consumatori. Lo studio è stato diretto dal dottor Tripathi B. Rajavashisth, David Geffen School of Medicine, University of California di Los Angeles. Gli autori hanno utilizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey condotto dal National Center for Health Statistics del Center for Disease Control and Prevention. Lo studio ha incluso quattro gruppi: non utilizzatori di cannabis (61,0%), ex utilizzatori di cannabis (30,7%), consumatori correnti leggeri (da una a quattro volte/mese) (5,0%) e consumatori correnti pesanti (più di cinque volte/mese) (3,3%).

I consumatori di cannabis avevano una minore prevalenza di diabete rispetto ai non-utilizzatori (odds ratio: 0,42). In un modello statistico di controllo per i fattori socio-demografici ed altri fattori, il rischio diminuiva ulteriormente (adjusted odds ratio 0,36). Ciò significa che il rischio diminuisce al 36 per cento rispetto ai non consumatori di cannabis. L’autore ha concluso che l'uso di cannabis è stato "associato ad una minore prevalenza di DM [diabete mellito]. Sono necessari ulteriori studi per dimostrare un effetto diretto della marijuana sul DM."

Rajavashisth TB, Shaheen M, Norris KC, Pan D, Sinha SK, Ortega J, Friedman TC. Decreased prevalence of diabetes in marijuana users: cross-sectional data from the National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) III. BMJ Open. 2012 Feb 24;2:e000494.

Testo completo.

Scienza/Umana: In uno studio clinico le inalazioni di cannabis hanno migliorato il dolore neuropatico

Secondo uno studio clinico presso l'Università della California con 39 pazienti affetti da dolore neuropatico, dosi sia basse che moderate di cannabis per via inalatoria sono risultate efficaci nel ridurre il dolore. Lo studio è stato diretto dal dottor Barth L. Wilsey del VA Northern California Health Care System di Sacramento. I partecipanti hanno ricevuto sia una dose media che una dose bassa di cannabis inalata da un vaporizzatore, oppure un placebo. La maggior parte di loro stavano provando dolore neuropatico centrale o periferico nonostante i trattamenti convenzionali.

Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi trattati con dosi basse e medie di cannabis. Ogni circa tre pazienti trattati, uno beneficiava di una riduzione del dolore di oltre il 30%. Gli autori hanno notato che questi risultati "sono compatibili a quelli dei farmaci tradizionali per il dolore neuropatico" e che gli effetti psicoattivi sono minimi e ben tollerati. Essi hanno concluso che "la cannabis vaporizzata, anche a basse dosi, può presentare un'opzione efficace per i pazienti con resistenza al trattamento del dolore neuropatico."

Wilsey B, Marcotte T, Deutsch R, Gouaux B, Sakai S, Donaghe H. Low-Dose Vaporized Cannabis Significantly Improves Neuropathic Pain. J Pain. 2012 Dec 10. [in stampa]

Canada: Il governo vuole cambiare nel 2014 la regolamentazione del programma sulla cannabis medica

Il 16 dicembre il ministro della Sanità Leona Aglukkaq ha annunciato che il governo del Canada intende apportare modifiche al modo in cui i canadesi accedono alla cannabis per uso medico. "Le attuali norme sulla marijuana medica hanno lasciato il sistema soggetto ad abusi" ha detto il ministro Aglukkaq. Negli ultimi dieci anni, il Health Canada's Marihuana Medical Access Program è cresciuto in maniera esponenziale, da meno di 500 persone autorizzate nel 2002 alle oltre 26.000 di oggi.

Il governo non produrrà e distribuirà più cannabis per scopi medici, aprendo il mercato alle imprese che soddisfino rigorosi requisiti di sicurezza. La produzione non avverrà più nelle case. I pazienti non avranno più bisogno di richiedere al Ministero della Salute l'approvazione per l'uso medico della cannabis. I medici saranno in grado di firmare un documento medico simile ad una prescrizione, quindi i pazienti potranno acquistare la giusta quantità da un fornitore autorizzato. E' intenzione del governo attuare pienamente questo nuovo sistema entro il 31 marzo 2014.

Press release by Health Canada of 16 December 2012

Germania: La Corte Amministrativa Suprema stabilisce che i pazienti, sotto strette condizioni, possono coltivare la cannabis

La Corte Amministrativa Suprema di Munster ha stabilito in una sentenza del 7 dicembre 2012 che i tedeschi gravemente malati possono essere autorizzati a coltivare cannabis in casa, sotto strette condizioni. I pazienti per i quali non sono disponibili terapie alternative o efficaci possono presentare la domanda all'Istituto Federale per i Farmaci ed Dispositivi Medici (BfArM) di Bonn, ha detto Ulrich Lau, il portavoce del tribunale. Nel contesto di un auto-trattamento, accompagnato e monitorato dal proprio medico, sarebbe possibile far crescere piante di cannabis in casa. "Questa sentenza è una pietra miliare nel cammino verso una migliore offerta ai cittadini tedeschi di farmaci a base di cannabis", ha detto Franjo Grotenhermen, presidente della Associazione Tedesca per la Cannabis Medica. "Esso aumenterà la pressione sui legislatori per migliorare l'accesso ai prodotti a base di cannabis per scopi medici."

La Corte ha precisato che, tuttavia, i pazienti le cui assicurazioni sanitarie coprono i costi di un trattamento con farmaci a base di cannabinoidi, non otterranno il permesso per l'auto-coltivazione. Nel caso particolare di un soggetto che soffre di sclerosi multipla i giudici hanno sentenziato a favore della Repubblica Federale Tedesca che gli aveva negato l'approvazione per l'auto-coltivazione. Il soggetto non era stato in grado di convincere il giudice che il farmaco cannabinoide dronabinol, che viene rimborsato dalla propria assicurazione sanitaria, non ha lo stesso effetto medico della cannabis coltivata da lui.

Tuttavia gli argomenti del BfArM per il diniego generale di permessi per l’auto-coltivazione da parte dei pazienti sono stati completamente respinti dal giudice. La sentenza chiarisce: "Se un opzione di trattamento a prezzi accessibili non è presente, un permesso per l’auto-coltivazione di cannabis deve essere preso in considerazione - a discrezione del BfArM." In Germania un trattamento sotto controllo medico con cannabis e singoli cannabinoidi è attualmente possibile in due modalità: in primo luogo possono essere prescritti dronabinol, il derivato sintetico del THC nabilone e l'estratto di cannabis Sativex (attualmente alcune migliaia di pazienti). Tuttavia, i costi non sono in genere coperti dalle assicurazioni sanitarie, con l'eccezione del Sativex nella spasticità dovuta alla SM. In secondo luogo è possibile l'uso medico della pianta della cannabis tramite le farmacie che la importano dai Paesi Bassi. Ciò richiede tuttavia un permesso speciale presso l'Istituto Federale per i Farmaci ed i Dispositivi Medici (attualmente circa 120 pazienti).

La sentenza della Corte Amministrativa Suprema non è ancora diventata definitiva. Date le precedenti reazioni dell'Istituto Federale per i Farmaci ed i Dispositivi Medici alle sentenze, si prevede che possa richiedere mesi o anche anni prima che l'istituto si conformi con la sentenza.

Judgment of 7 December 2012, OVG NRW 13 A 414/11.

Press release by the German ACM of 20 December 2012.

Notizie in breve

USA: A Washington DC inizia il programma di cannabis medica
Secondo i funzionari della città, quindici anni dopo che gli elettori hanno dato il via libera ad un programma di cannabis medica nella capitale, alcune aziende hanno ottenuto il permesso per crescere o vendere la sostanza e per aprire negozi nei primi mesi nel nuovo anno.
Washington Times of 25 December 2012.

Scienza/Cellule: Endocannabinoide stimola i globuli bianchi del sangue a rilasciare fattori contro i microbi
Concentrazioni molto basse dell’endocannabinoide 2-AG e di acido arachidonico dato ad alcuni globuli bianchi (neutrofili) hanno inibito l'infettività del virus herpes simplex ed altri microbi attraverso il rilascio di alcuni fattori. Gli autori hanno scritto: "Considerando che le concentrazioni nanomolari di AA o 2-AG erano sufficienti a mettere in pericolo l'infettività virale, questo suggerisce possibili ruoli fisiologici per 2-AG e AA come regolatori delle difese dell’ospite in vivo."
Institut Universitaire de Cardiologie et de Pneumologie de Québec , Département de Médecine, Québec City, Canada.
Chouinard F, et al. J Leukoc Biol. 2012 Dec 12. [in press]

Scienza/Animale: I recettori cannabinoidi-2 influenzano la gravità della malattia di Huntington
In un modello murino della malattia di Huntington, gli animali senza i recettori CB2 hanno mostrato un'accelerazione della insorgenza di deficit motori ed un aumento della loro gravità. Il trattamento dei topi con cannabinoidi che si legano al recettore CB2, tuttavia, aumentava la loro durata della vita. Gli autori hanno scritto che le loro scoperte "forniscono un nuovo approccio terapeutico per il trattamento della malattia di Huntington."
Neuroscience Program, University of California San Francisco, USA.
Bouchard J, et al. J Neurosci 2012;32(50):18259-18268.

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