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Bollettino IACM del 27 Aprile 2008

Scienza: In uno studio clinico, la cannabis è un valido trattamento nel dolore neuropatico.

In uno studio clinico, placebo controllato, condotto su 38 pazienti (d’età media di 46 anni) all’Università della California, USA, il fumo di cannabis è efficace nel ridurre il dolore neuropatico derivante da diversi fattori (diabete, lesione al midollo spinale, sclerosi multipla ed altre cause).

I partecipanti hanno ricevuto cannabis con concentrazioni diverse in THC (3.5% o 7%) o placebo (senza THC) in tre differenti momenti con una distanza minima da una somministrazione all’altra di tre giorni. In ogni seduta, i pazienti hanno assunto lo stesso numero di inalazioni per ogni sigaretta, seguendo una procedura standardizzata, al fine di assicurare uniformità nella dose assunta ad ogni livello di concentrazione.

Tutti i partecipanti avevano fatto in passato, uso di cannabis, ma avevano sospeso la somministrazione di cannabis o marinol 30 giorni prima dell’inizio dello studio clinico. 31 pazienti usavano oppiacei ed hanno continuato l’uso durante lo studio. Entrambe le concentrazioni di cannabis hanno ridotto il dolore per diverse ore, non riscontrando significative differenze nell’effetto tra le due concentrazioni di cannabis. I ricercatori hanno osservato che “l’effetto psicoattivo era minimo e ben tollerato, ma l’indebolimento neuropsicologico è stato problematico, particolarmente con l’uso di cannabis contenente alte concentrazioni di pricipi attivi.

(Fonte: Wilsey B, Marcotte T, Tsodikov A, Millman J, Bentley H, Gouaux B, Fishman S. A randomized, placebo-controlled, crossover trial of cannabis cigarettes in neuropathic pain. J Pain. 2008 Apr 8 [Epub ahead of print])

Scienza: Nei pazienti malati di cancro sotto trattamento con oppiacei, il nabilone riduce il dolore e la nausea

Uno studio d’osservazione è stato condotto dall’Università di Toronto, Canada, su pazienti malati di cancro in stadio avanzato e sofferenti di dolore cronico, sull’efficacia del nabilone (un derivato sintetico del THC). 47 pazienti trattati con nabilone sono stati comparati con 65 malati di cancro non trattati con cannabinoidi.

I pazienti trattati con nabilone hanno avuto una diminuzione significativa del dolore, associato ad un uso in minore quantità di oppiacei. Ci sono stati miglioramenti anche per quanto riguarda la nausea, ansia e dolori vari. Comparandoli ai pazienti che non assumono nabilone, i pazienti (trattati con nabilone) iniziano con minor frequenza a usare farmaci come antinfiammatori di tipo non steroideo, antidepressivi triciclici, l’analgesico gabapentin, cortisonici (desametasone), antiemetici (metoclopramide e ondansetron), e hanno una tendenza a sospendere il loro uso.

(Fonte: Maida V, Ennis M, Irani S, Corbo M, Dolzhykov M. Adjunctive nabilone in cancer pain and symptom management: a prospective observational study using propensity scoring. J Support Oncol 2008;6(3):119-24.)

Scienza: In pazienti affetti da epatite C, i cannabinoidi possono alleviare gli effetti collaterali dei farmaci anti-virali.

In accordo con i ricercatori dell’Università di Ottawa, Canada, l’uso di cannabinoidi può aiutare nel trattamento della perdita di appetito e nausea in pazienti affetti da epatite C sottoposti a cure con farmaci anti-virali. I dati dei pazienti affetti da epatite C che hanno ricevuto un trattamento con ribavirina ed interferone tra l’Agosto 2003 ed il Gennaio 2007, vengono rivisti. Dei 191 pazienti riconosciuti, 25 hanno ricevuto cannabinoidi e altri farmaci per via orale. Il trattamento con cannabinoidi è iniziato dopo tre settimane e mezzo dall’inizio del trattamento con antivirali. Il motivo dell’uso dei cannabinoidi è stato la perdita d’appetito (per il 72% del campione) e nausea (32%).

Il 64 % dei pazienti che hanno ricevuto cannabinoidi hanno manifestato un miglioramento nei sintomi. La media della perdita di peso prima della terapia era 4.5 kg. La perdita di peso si è stabilizzata dopo un mese dall’inizio del trattamento. La proporzione dei pazienti che hanno completato l’intera cura con anti-virali registrando un risultato positivo era maggiore nel campione trattato con cannabinoidi rispetto al gruppo di controllo.

(Fonte: Costiniuk CT, Mills E, Cooper CL. Evaluation of oral cannabinoid-containing medications for the management of interferon and ribavirin-induced anorexia, nausea and weight loss in patients treated for chronic hepatitis C virus. Can J Gastroenterol 2008;22(4):376-80.)

Scienza: L’anandamide è efficace contro l’impotenza in ratti diabetici.

Secondo uno studio del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Teheran, Iran, l’endocannabinoide anandamide migliora il rilassamento dei corpi cavernosi del pene in topi diabetici. Gli animali sono stati uccisi ed i corpi cavernosi, una volta isolati sono stati trattati in soluzione con varie sostanze. Comparando i corpi cavernosi di animali in salute la capacità del tessuto del topo diabetico di rilassarsi quando esposto ad un campo elettrico è compromessa. La somministrazione di anandamide e di arginina migliora la capacità di rilassamento. L’uso combinato delle due sostanze sembra migliorare il rilassamento del tessuto.

Si sa che nei diabetici la capacità neurogenica di rilassamento dei corpi cavernosi e di una potenziale erezione è compromessa, considerando questo effetto di una riduzione nella produzione di ossido nitrico. L’ossido nitrico permette il rilassamento dei muscoli nei corpi cavernosi avviando l’afflusso di sangue con conseguente erezione. L’aminoacido arginina è un donatore di ossido nitrico ed aumenta la concentrazione di questa molecola nel sangue. L’anandamide esercita la propria funzione nell’erezione attivando i recettori CB1 ed i recettori vanilloidi VR1. Non è stato ancora ricercato se il THC può avere effetti simili.

(Fonte: Ghasemi M, Sadeghipour H, Dehpour AR. Anandamide improves the impaired nitric oxide-mediated neurogenic relaxation of the corpus cavernosum in diabetic rats: involvement of cannabinoid CB1 and vanilloid VR1 receptors. BJU Int 2007;100(6):1385-90.)

Notizie in breve

Scienza: “Teoria del passaggio”
Uno studio dell’Università di Stato della Pennsylvania, USA, condotto su una coppia di gemelli, non supporta la “teoria del passaggio”. Secondo i ricercatori, “invece di confermare la teoria secondo la quale l’uso di marijuana avvia un individuo verso l’uso anche, in un secondo momento, di droghe pesanti, i risultati osservati suggeriscono che lo sviluppo nel tempo dell’uso di droghe, che è stato interpretato come “passaggio”, sarebbe invece uno sviluppo influenzato da fattori genetici.” (Fonte: Cleveland HH &Wiebe RP. Dev Psychopathol 2008;20(2):615-32.)

Austria/Spagna: Sativex
Il Sativex è disponibile su tutto il territorio spagnolo, soggetto a controllo amministrativo, laddove altre terapie non sono soddisfacenti. Questa è la conseguenza di uno studio sul Sativex in Catalogna. Per un tempo limitato, il Sativex è disponibile su prescrizione anche in Austria. (Fonti: Communicazioni personali di Marta Duran e Kurt Blaas)

Cipro: Conferenza ICRS
Dal 1 al 4 Maggio 2008 si è svolta in Cipro la conferenza sul potenziale terapeutico dei cannabinoidi dell’ICRS (Società di Ricerca Internazionale sui Cannabinoidi).
Programma ed abstract sono disponibili a:
www.cannabinoidsociety.org/SYMPOSIUM.2008/2008.Limassol/Program/2008.Limassol.Satellite.Program.pdf (Fonte: ICRS)

Argentina: Assoluzione
La corte di appello di Buenos Aires ha dichiarato incostituzionale la proibizione del possesso di stupefacenti per uso personale, ed ha assolto due imputati da possesso illegale di piccole quantità di cannabis ed ecstasy. La corte suprema Argentina revisionerà il caso. Secondo la relazione del giornale, il governo supporta la decriminalizzazione dell’uso di stupefacenti. (Fonte: El Financiero of 23 April 2008)

Scienza: Danno cerebrale
Ricercatori dell’Università di Oxford, Gran Bretagna, hanno esaminato le strutture cerebrali di fumatori abituali di cannabis che hanno iniziato l’uso in giovane età. Hanno trovato delle anomalie nel corpo calloso, che possono essere la conseguenza di un uso a lungo termine di cannabis da parte di persone di giovane età. Il corpo calloso connette l’emisfero sinistro del cervello a quello destro. (Fonte: Arnone D, et al. Neuroimage 2008 Mar 14 [Electronic publication ahead of print])

Scienza: Infiammazione dell’endometrio
L’endometrio è una mucosa che riveste la cavità interna dell’utero. Ricercatori dell’Università di Napoli, Italia, hanno scoperto che l’infiammazione dell’endometrio (endometriosi) è associata ad un aumento di recettori CB2 nell’utero. Essi suppongono che questo aumento migliora la possibilità di un’attività antinfiammatoria esercitata da endocannabinoidi che agiscono legandosi a questi recettori. (Fonte: Iuvone T, et al. J Cell Mol Med 2008;12(2):661-670.)

Scienza: Artrite
45 pazienti affetti da artrite alle ginocchia, che dovevano sottoporsi ad un intevento chirurgico, sono stati esaminati, ed è stata scoperta la presenza di recettori di cannabinoidi e di endocannabinoidi. Anandamide ed 2-AG erano presenti nel fluido delle giuntura dei pazienti, ma non nei fluidi di persone in buona salute che fungevano da controllo, potendo così considerare che i cannabinoidi possano avere un’attività antinfiammatoria nell’artrite. (Fonte: Richardson D, et al. Arthritis Res Ther 2008;10(2):R43.)

Nazioni Unite: Antonio Costa
Durante la conferenza annuale della commissione sulle sostanze stupefacenti (CND) delle Nazioni Unite tenutasi in Marzo, al direttore dell’ufficio ONU per gli stupefacenti ed il crimine (UNODC), Antonio Costa, è stato chiesto di spiegare il fatto per cui in Olanda non c’è un alto tasso di uso di cannabis come invece viene registrato nei paesi circostanti. Come già in altre occasioni, il Sig. Costa ha evitato di rispondere alla domanda. E’ possibile vedere la registrazione dell’intervento al:
<www.youtube.com/watch?v=fe208nLLEwk> (Fonte: www.youtube.com)

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