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Bollettino IACM del 25 Novembre 2007

Scienza: La Cannabis migliora il dolore neuropatico in uno studio clinico

Secondo uno studio clinico su 125 pazienti condotto da diversi centri sotto la guida del professor Turo Numikko del Walton Center for Neurology and Neurosurgery, Liverpool, l’estratto di cannabis Sativex riduce significativamente il dolore neuropatico. In questo studio controllato con placebo, durato 5 settimane, 63 pazienti hanno ricevuto Sativex e 62 un placebo. I pazienti hanno continuato a prendere i loro antidolorifici. Il 69 percento dei pazienti prendevano analgesici oppioidi.

La riduzione media dell’intensitá del dolore su una scala da 0 a 10 nei pazienti che hanno preso Sativex era significativamente maggiore che quelli con il placebo (riduzione media: 1,48 punti contro 0,52 punti). Miglioramenti significanti sono stati verificati anche per altri parametri, fra i quali il sonno, l’indice di disabilità da dolore e l’impressione generale dei pazienti sui cambiamenti. Gli effetti collaterali sono stati in generale lievi o moderati. Di tutti i partecipanti, il 18 percento sotto Sativex e il 3 percento sotto placebo si sono ritirati dallo studio in anticipo. Un prolungamento dello studio “in aperto” ha mostrato che il sollievo iniziale dal dolore è rimasto costante per 52 settimane senza aumentare le dosi.

(Fonti: Nurmikko TJ, Serpell MG, Hoggart B, Toomey PJ, Morlion BJ, Haines D. Sativex successfully treats neuropathic pain characterised by allodynia: A randomised, double-blind, placebo-controlled clinical trial. Pain 2007 Nov 6; [Pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa]; Comunicato stampa di GW Pharmaceuticals del 12 novembre 2007).

Scienza: Il cannabidiolo potrebbe aiutare a ridurre l’aggressivitá delle cellule del cancro al seno

In un modello di cancro al seno metastatico dei topi il cannabinoide naturale e non psicotropo cannabidiolo (CBD) ha ridotto l’aggressivitá delle cellule tumorali. Il CBD ha inibito la proteina chiamata Id1. Le proteine Id giocano un ruolo importante nella biologia di cellule tumorali.

I ricercatori del California Pacific Medical Center Research Institute hanno concluso che “Il CBD rappresenta il primo agente esogeno non tossico che può ridurre in modo significativo l’espressione di Id1 in cellule metastatiche di tumore al seno, inducendo un abbassamento dell’aggressività tumorale.

Gli autori sottolineano che non consigliano ai pazienti di fumare cannabis. Aggiungono che è molto improbabile che una concentrazione effettiva di CBD possa essere raggiunta fumando cannabis. Il ricercatore-capo Dr. Sean McAllister ha detto: “Al momento abbiamo un numero limitato di opzioni per il trattamento di forme aggressive di cancro. Questi trattamenti, come la chemioterapia, possono essere efficaci ma possono anche essere estremamente tossici allo stesso tempo e creare difficoltà ai pazienti. Questa sostanza fa sperare in un trattamento non-tossico con gli stessi risultati e senza nessun effetto collaterale pesante.”

(Fonti: BBC News del 19. Novembre 2007; McAllister SD, Christian RT, Horowitz MP, Garcia A, Desprez PY. Cannabidiol as a novel inhibitor of Id1 gene expression in aggressive breast cancer cells. Mol Cancer Ther 2007;6(11):29217.)

Notizie in breve

USA: Produzione di cannabis
Secondo una relazione del Dipartimento di giustizia il programma di estirpamento di piante di cannabis (denominato “Campagna contro le piantagioni di marijuana”) ha portato i produttori di cannabis a piantare “in casa”. Il rapporto fa notare che uno degli effetti collaterali dello spostamento di piantagioni dall’aperto al chiuso è quello che “i gruppi produrranno marijuana di più alta potenza nell’arco di tutto l’anno, consentendo cosi un aumento esponenziale dei guadagni derivati dalla vendita.” La relazione fa anche notare che il programma di estirpamento non ha ridotto la disponibilità di cannabis. Dice che il mercato cannabis americano è “saturato”. La relazione è disponibile su questo sito: www.usdoj.gov/ndic/pubs25/25921/25921p.pdf (Fonte: National Drug Threat Assessment 2008)

Scienza: Emicrania
Ricercatori italiani hanno dimostrato che il sistema endocannabinoide è indebolito in malati con emicrania e cefalee da eccessivo uso di farmaci. In confronto a 20 soggetti sani la concentrazione degli endocannabinoidi 2-AG e anandamide era più bassa nelle piastrine di 20 pazienti con emicrania e 20 pazienti con cefalee da eccessivo uso di farmaci. I livelli di serotonina erano anche fortemente ridotti nei due gruppi di pazienti. (Fonte: Rossi C, et al. EUR J Clin Pharmacol 2007 Nov 15; [Pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa])

Scienza: Nausea
In un modello animale di nausea anticipata nei ratti, il cannabidiolo (CBD) e un inibitore della degradazione degli of endocannabinoidi (URB597) è stato efficace nel ridurre la nausea. La nausea anticipata sperimentata dai malati in chemioterapia non risponde bene agli attuali trattamenti anti-nausea. Questa forma di nausea è causata da stimoli associati con nausea sperimentata in passato(p.es. odori della stanza di ospedale) prima ancora di ricevere i farmaci chemioterapici. (Fonte: Rock EM, et al. Psychopharmacology (Berl) 2007 Nov 9;[Pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa])

Scienza: Cirrosi epatica
In uno studio su ratti con cirrosi epatica, l’attivazione dei recettori CB2 con un agonista selettivo per 9 giorni ha ridotto significativamente i segni di fibrosi, inclusa la riduzione dell’infiammazione e un miglioramento della pressione arteriosa. (Fonte: Munoz-Luque J, et al. J Pharmacol Exp Ther 2007 Nov 20; [Pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa])

Scienza: Cannabidiolo
In esperimenti sui topi, è stato osservato che alte dosi di CBD potentiavano certi effetti farmacologici di basse dosi di THC, come ipoattività e ipotermia. (Fonte: Hayakawa K, et al. Brain Res 2007 Oct 12; [Pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa])

Scienza: Ciclo mestruale
Scienziati della North Carolina hanno studiato l’influenza di diversi fattori sulla fase follicolare del ciclo mestruale, cioè la fase che precede l’ovulazione (prima metà del ciclo). Le consumatrici occasionali di cannabis (fino a 3 volte negli ultimi 3 mesi) avevano una fase follicolare più lunga delle non consumatrici (3.5 giorni). La fase follicolare nelle consumatrici frequenti (più di 3 volte) era quasi 2 giorni più lunga. (Fonte: Jukic AM, et al. J Womens Health (Larchmt) 2007;16(9):1340-1347.)

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