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Bollettino IACM del 23 Giugno 2006

Scienza: La Cannabis è efficace nel ridurre il dolore postoperatorio

L’efficacia e sicurezza di un estratto di cannabis in capsule (Cannador) per trattare il dolore postoperatorio è stato investigato in uno studio muticentrico in 12 centri inglesi. Il Cannador è standardizzato per contenuto di THC e altri cannabinoidi. Tre dosi singole (5, 10 e 15 mg THC) sono state date dopo che i pazienti post-chirurgici avevano deciso di sospendere l’analgesia auto-controllata e se era indicato un trattamento orale per il dolore. I pazienti avevano il permesso di chiedere farmaci aggiuntivi se l’estratto di cannabis non era sufficiente.

Il gruppo con 5 mg THC fu chiuso dopo l’inclusione di 11 pazienti, perché tutti i pazienti richiesero farmaci aggiuntivi entro 6 ore dalla somministrazione dell’estratto di cannabis, per cui la dose fu considerata insufficiente. Il gruppo con 10 mg THC fu completato fino al numero previsto di 30 pazienti. Il 50 per cento (15 su 30) dei pazienti richiesero farmaci aggiuntivi entro sei ore. Il gruppo con 15 mg THC fu sospeso dopo l’inclusione di 24 pazientis, quando l’ultimo ebbe un effetto collaterale importante (caduta della pressione arteriosa, pallore, bradicardia). Il 25 per cento (6 di 24) di questo gruppo ebbe bisogno di analgesici aggiuntivi. Gli effetti collaterali furono in genere leggeri anche con la dose più alta. Il malato che ebbe il calo di pressione e il rallentamento del battito cardiaco si riprese rapidamente senza la somministrazione di farmaci.

I ricercatori conclusero che "la dose ottimale è stimata in 10 mg di Cannador, che è stata efficace nel dare sollievo dal dolore a riposo, senza gravi effetti collaterali, in un gruppo di pazienti adulti post-chirurgici."

(Fonte: Holdcroft A, Maze M, Dore C, Tebbs S, Thompson S. A multicenter dose-escalation study of the analgesic and adverse effects of an oral cannabis extract (Cannador) for postoperative pain management. Anesthesiology 2006;104(5):1040-1046)

Messico: Su pressione U.S.A. il presidente Fox blocca la legge sulla droga approvata dal Congresso

Dopo forti pressioni degli Stati Uniti, il Presidente Vicente Fox ha chiesto al Congresso di riesaminare una legge approvata alla fine di aprile, che depenalizzava il possesso di piccole quantità di droghe.

In una dichiarazione del 3 Maggio, Fox ha detto che la legge dovrebbe essee cambiata "per rendere assolutamente chiaro che nel nostro paese il possesso e il consumo di droghe sono e rimarranno un reato." Ufficiali del Dipartimento di Stato USA e dell’Ufficio per il controllo delle droghe della Casa Bianca hanno incontrato l’ambasciatore messicano a Washington il 1 Maggio e hanno espresso gravi riserve sulla legge, dicendo che avrebbe attratto turisti interessati alle droghe in Messico, portando a maggiori consumi, ha detto Tom Riley, un portavoce dell’U.S. Office of National Drug Control Policy.

Il capo della Polizia Federale messicana, Eduardo Medina Mora, il principale architetto della legge, che Mr. Fox aveva inviato al Congresso in gennaio, ha detto che era vero che la legge avrebbe reso il possesso di piccole quantitaà di drogas una semplice infrazione, ma che le persone trovate in possesso di droghe avrebbero comunque dovuto andare davanti a un giudice e subire delle sanzioni. La legge attuale permette alle persone arrestate per possesso di droghe di dichiarare di essere tossicodipendenti e che le droghe erano poer uso personale. La nuova legge metteva un limite alla quantità di droghe che si può possedere per poter dichiarare di usarla a causa di una dipendenza, ha ancora dettoMr. Medina Mora.

(Fonte: New York Times del 3 Maggio 2006)

Scienza: L’uso moderato di cannabis non è dannoso per il cervello degli adolescenti, secondo uno studio con risonanza magnetica

Ricercatori del Nathan S. Kline Institute for Psychiatric Research e della New York University School of Medicine hanno esaminato i cervelli di 10 individui che erano stati consumatori frequenti di cannabis nell’adolescenza e 10 controlli con Risonanza magnetica avanzata (MRI). Non hanno trovato “evidenze di atrofia cerebrale o di perdita di integrità della sostanza bianca" e hanno concluso che "l’uso frequente di cannabis è difficilmente neurotossico per un normale cervello in sviluppo."

Gli ex-consumatori di cannabis avevano 18-27 anni e avevano usato cannabis da quotidianamente a 2-3 volte la settimana durante l’adolescenza, ma attualmente non la usavano. Sono stati confrontati a soggetti di simile età e sesso che non avevano mai usato cannabis. Furono fatti esami dell’intero cervello e di aree specifiche che sono più spesso legate a episodi psicotici o alla memoria.
Gli sceinziati osservano che i loro "dati sono preliminari e devono essere replicati cu un maggior numero di soggetti, anche se sono rilevanti per rifiutare l’ipotesi che la cannabis da sola può provocare disturbi psichiatrici come la schizofrenia producendo direttamente una patologia cerebrale.”

L’articolo è disponibile su internet a www.harmreductionjournal.com/content/3/1/17

(Fonte: Delisi LE, Bertisch HC, Brown K, Majcher M, Bappal A, Szulc KU, Ardekani BA. A preliminary DTI study showing no brain structural change associated with adolescent cannabis use. Harm Reduct J 2006;3(1):17 [Pubblicazione elettronica in anticipo rispetto alla stampa])

USA: La Corte Suprema dell’Oregon decide che un datore di lavoro può licenziare un dipendente che usa cannabis a scopo medico

La Corte Suprema dell’Oregon ha deciso il 4 maggio che un datore di lavoro non ha violato le leggi statali sulla disabilità licenziando un lavoratore che usava cannabis a scopo medico. Il caso riguardava Robert Washburn, un carpentiere che era stato licenziato dopo esser risultato positivo ai test antidroga. Washburn aveva un permesso statale di usare cannabis per alleviare spasmi alle gambe che gli disturbavano il sonno.

Usava il farmaco a casa e non sul lavoro, ma la ditta lo licenziò nel 2001. Un tribunale locale aveva deciso che la legge statale sulla cannabis medica non richiede ai datori di lavoro di “accettare l’uso medico di marijuana sul posto di lavoro”. Tuttavia la Corte d’Appello dell’Oregon non era stata d’accordo, dicendo che i risultati dei test non stabilivano che Washburn aveva usato la sostanza sul lavoro. Nella sua decisione, la Corte Suprema ha stabilito che l’infermità di Washburn non arrivava al livello della “disabilità” secondo le leggi dello stato, dato che altri farmaci avevano in precedenza trattato con successo la sua condizione, e pertanto non era obbligato a usare cannabis.

(Fonte: Associated Press del 4 Maggio 2006)

Notizie in breve

Francia: Consumo di Cannabis
Secondo gli esperti Astrid Fontaine e Michel Hautefeuille il consumo di cannabis è in continuo aumento fra managers, banchieri, capi di industria e impiegati di alto livello. (Fonte: ANSA del 3 Maggio 2006)

Scienza: Petizione per la riclassificazione
In un editoriale il Dr. George Lundberg, Editor di MedGenMed e Professore associato di Politica sanitaria alla Harvard School of Public Health, Boston, chiede una riclassificazione della cannabis negli USA, in modo che l’uso medico sia permesso. "Di fatto, l’applcazione di leggi irrealistiche riguardo alla marijuana ha probabilmente causato più danni della marijuana stesdsa. Benché non innocua secondo criteri tossicologici o patologici, la marijuana è molto meno pericolosa di molte altre sostanze in tabelle meno restrittive, come la morfina e la cocaina, per non parlare dei killer di massa legali e non regolamentati tabacco e alcool. Naturalmente, la marijuana ha provata efficacia medica per certe condizioni. Le persone obbediscono alle leggi che considerano giuste; non obbediscono alle leggi sulla marijuana perché sanno che sono ingiuste, e persino assurde." (Fonte: Lundberg GD. MedGenMed 2005;7(3):47)

Scienza: Ulcera gastrica
Un cannabinoide sintetico (ACEA) che si lega selettivamente al recettore CB1 ha inibito la formazione di ulcere gastriche nei ratti. L’acido acetilsalicilico (Aspirina) causava lesioni nella mucosa gastrica entro tre ore, che erano diminuite dal cannabinoide in modo dose-dipendente. Questo effetto si pensa sia causato da una riduzione della secrezione acida. (Fonte: Rutkowska M, et al. Pharmazie 2006;61(4):341-2)

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