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Bollettino IACM del 02 Gennaio 2006

Scienza: Un crema con endocannabinoidi efficace nel trattamento del prurito legato all’uremia (insufficienza renale cronica)

I ricercatori dell’Università di Wroclaw, Polonia, hanno studiato gli effetti di un unguento con lipidi fisiologici strutturati e endocannabinoidi in 21 pazienti con prurito dovuto a insufficienza avanzata della funzione renale. Il cosiddetto prurito uremico è un sintomo comune in questa condizione, ma non ci sono trattamenti efficaci. Tutti i pazienti hanno applicato la crema in esame due volte al giorno per tre settimane. Il prurito e la secchezza della pelle sono stati valutati prima dello studio, in visite settimanali durante lo studio, e due settimane dopo il termine dello studio.

Dopo la terapia di 3 settimane, il prurito era stato completamente eliminato in 8 pazienti. La secchezza della pelle era significativamente migliorata. I ricercatori notano che "è molto probabile che la diminuzione osservata del prurito non sia stata solo duvuta al miglioramento della secchezza della pelle, ma anche all’aggiunta degli endocannabinoidi."

(Fonte: Szepietowski JC, Szepietowski T, Reich A. Efficacy and tolerance of the cream containing structured physiological lipids with endocannabinoids in the treatment of uremic pruritus: a preliminary study. Acta Dermatovenerol Croat 2005;13(2):97-103.)

Scienza: I conducenti con THC nel sangue hanno solo un piccolo incremento di rischio di provocare un incidente

I ricercatori dell’Istituto nazionale francese per la ricerca sui trasporti e la sicurezza (INRETS) e altri istituti francesi di ricerca hanno presentato sul British Medical Journal i risultati del più ampio studio mai condotto su cannabis e guida. Lo studio, finanziato dal governom confirma i risultati delle ricerche precedenti, che hanno trovato nessun aumento o solo un piccolo aumento del rischio di causare un incidente a seguito dell’uso di cannabis. Il rischio aumentava con l’aumento della concentrazione plasmatica di THC, come già osservato da uno studio Australiano nel 2004.

Lo studio caso-controllo ha incluso 10.748 conducenti di diversi veicoli a motore, coinvolti in incidenti mortali in Francia fra Ottobre 2001 e Settembre 2003. I ricercatori hanno confrontato i 6.766 conducenti considerati colpevoli dell’incidente (casi) con i 3.006 conducenti selezionati dai rimanenti 3.982 (controlli). 681 conducenti avevano una concentrazione plasmatica di THC maggiore di 1 ng/ml, e di questi il 42 percento aveva anche una concentrazione plasmatica di alcool superiore allo 0.05 per cent. Il 60.5 percento dei conducenti positivi al THC erano di età inferiore ai 25 anni, rispetto al 24.5 percento dell’intero gruppo analizzato di 9.772 conducenti.

La rilevazione di THC a qualunque dose era associata con un rischio aumentato di responsibilità pari a 3.3. Una concentrazione plasmatica di THCinferiore a 1 ng/ml era associata con un tasso di responsibilità pari a 2.2, che saliva a 4.7 con una concentrazione plasmatica di THC oltre i 5 ng/ml. Se era considerata la presenza aggiuntiva di alcool sopra lo 0.05 percento, il rischio per i conducenti positivi al THC diminuiva da 3.3 a 2.4 e se erano anche considerati l’età e altri fattori, il rischio scendeva ulteriormente a 1.8 per il gruppo THC positivo. Dopo l’aggiustamento per tutti i fattori di confusione, una concentrazione plasmatica di THC inferiore a 1 ng/ml era associata con un rischio pari a 1.6, che saliva a 2.1 con una concentrazione plasmatica di THC sopra i 5 ng/ml. L’età sotto i 25 era associata con un rischio aumentato a 1.9. Il rischio corretto per l’alcool nel sangue sopra lo 0.05 percento era di 8.5. Da questi dati i ricercatori hanno attribuito il 2.5 percento di tutti gli incidenti mortali alla cannabis e il 29 percento all’alcool.

In una lettera al British Medical Journal il Dr. Franjo Grotenhermen del Nova-Institut tedesco ha scritto: "La presentazione dei risultati nell’abstract è alquanto fuorviante. I dati relativi ai rapporti di probabilità non corretti suggeriscono un aumento di oltre 3 volte per tutti i conducenti THC positivi e di oltre 2 volte anche per i conducenti con una concentrazione plasmatica di THC inferiore a 1 ng/ml. Tuttavia, una revisione dei risultati mostra che altri 2 fattori hanno contribuito al maggior rischio di incidenti, ovvero il consumo di alcool e la età più giovane dei conducenti THC positivi rispetto all’intero gruppo. Circa il 42 percento dei conducenti THC positivi risultavano anche positivi per l’alcool, con una concentrazione plasmatica di alcool (CPA) dello 0.05 percento. Anche una CPA inferiore a 0.05 percento è riportata come associata a un tasso di rischio di 2.7 nello studio, ma mancano i dati sulla percentuale di conducenti THC positivi con in più una CPA sotto lo 0.05 percento. Per cui non ci sono informazioni disponibili sui conducenti che avevano solo THC nel sangue e sul loro rischio di provocare un incidente, che era stato usato come modalità standard di presentazione negli studi precedenti."

(Fonte: Laumon B, Gadegbeku B, Martin JL, Biecheler MB. Cannabis intoxication and fatal road crashes in France: population based case-control study. BMJ 2005 Dec 2 [pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa])

Notizie in breve

Italia: Studio clinico con il Sativex nella SM
Uno studio clinico con l’estratto di cannabis Sativex in pazienti con sclerosi multipla è iniziato all’Università di Roma. E’ uno studio di 10 settimane controllato con placebo che indaga i modelli di attivazione cerebrale associata al movimento in 20 malati di SM che soffrono di spasticità degli arti inferiori. Lo studio indagherà anche i livelli di spasticità e le variazioni di eccitabilità in certe aree del cervello incluse quelle responsabili dei movimenti. Le ricerche sull’attivazione cerebrale sono condotte con la Risonanza Magnetica Funzionale, una tecnica per determinare quali parti del cervello sono attivate da diversi tipi di sensazione o attività fisica, come la vista, il suono o i movimenti delle dita dei soggetti. (Fonte: www.clinicaltrials.gov/ct/show/nct00202423)

Italia: Studio clinico con il THC nel dolore
80 pazienti con dolore da cancro parteciperanno in uno studio clinico con il THC (Marinol) per il trattamento del dolore. Questo è stato annunciato dalla Dr. Rosanna Cerbo, professore di neurologia all’Università di Roma. Il protocollo dello studio è stato presentato al meeting "Cannabinoidi e dolore: attualità e prospettive”, organizzato da ACT il 28 Ottobre a Milano. Metà dei pazienti riceverà THC e l’altra metà THC e morfina. Il protocollo è disponibile negli Atti del meeting all’indirizzo medicalcannabis.it. (Fonte: Comunicato stampa di ACT del 9 Novembre 2005)

Spagna: SEIC Meeting
L’Associazione Spagnola per la Ricerca sui Cannabinoidi (SEIC, Sociedad Española de Investigación Sobre Cannabinoides) ha tenuto il suo VI incontro annuale il 25-27 Novembre a Barcellona. Oltre a una presentazione di ricerche di base c’è stata una tavola rotonda sull’uso terapeutico dei cannabinoidi, inclusa una presentazione del Sativex, un estratto di cannabis prodotto dalla compagnia inglese GW Pharmaceuticals, che sarà somministrato a un limitato numero di pazienti in Spagna. La raccolta degli abstract del meeting è disponibile sul sito web www.ucm.es/info/seic-web/libro2005.pdf. (Fonte: Comunicazione personale di Ricardo Navarrete-Varo)

Olanda: Legalizzazione
Un’ampia maggioranza del Parlamento olandese ha presentato una proposta di legge che legalizzerà la coltivazione della cannabis. La misura è volta a ridurre le attività crominali legate alla produzione di cannabis. In aggiunta, si potrebbero applicare delle tasse. Secondo la proposta, in un programma pilota le piante sarebbero coltivate sotto il controllo pubblico in un’area vicino alla città di Maastricht. I Coffee-shops che vendono legalmente la droga dovrebbero informare i clienti dell’origine della stessa, la sua composizione chimica e i danni dell’uso di cannabis. (Fonte: Der Spiegel del 2 Dicembre 2005)

USA: Time Magazine
In un articolo intitolato "L’anno in medicina dall’A alla Z", la rivista Time osserva: "Marijuana: la ricerca sugli effetti analgesici e anti-infiammatori della cannabis continua a sostenere il caso dell’uso medicinale della marijuana, facendo apparire le "leggi sulla marijuana per i pazienti" che sono passate in 11 stati più una legittima tendenza della medicina che un movimento sociale." (Fonte: Time Magazine del 5 Dicembre 2005)

USA: Seattle
Nel 2003 i cittadini di Seattle hanno passato una misura che ha reso gli arresti di consumatori adulti di cannabis la priorità più bassa per le forze di polizia della città. Una valutazione della legge ha scoperto che gli arresti per uso di cannabis sono diminuiti ma l’uso non è aumentato. Misure simili sono seguite a Oakland, Denver, e Columbia (Missouri). (Fonte: The Stranger del 7 Dicembre 2005)

Messico: Uso medico
Elías Miguel Moreno Brizuela, presidente della Commissione per la Salute e la Sicurezza Sociale del Senato, ha annunciato che la Commissione discuterà la legalizzazione della cannabis per uso terapeutico. (Fonte: Milenio del 4 Novembre 2005)

Scienza: Uso di Cannabis da parte di adolescenti
I ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York hanno detto il 30 Novembre che l’uso pesante di cannabis da parte di adolescenti può danneggiare una via cruciale nel cervello associata allo sviluppo del linguaggio. Scansioni del cervello hanno rivelato anomalie microscopiche in una regione del cervello che regola aspetti superiori delle funzioni del linguaggio e dell’ascolto negli adolescenti che sono fumatori pesanti di marijuana. Danni simili sono stati trovati nel cervello di fumatori di cannabis e di schizofrenici. "Questi dati suggeriscono che oltre a interferire con il normale sviluppo cerebrale, un uso pesante di marijuana negli adolescenti può anche portare a un inizio precoce di schizofrenia in individui geneticamente predisposti alla malattia," ha detto il professore di psichiatria Sanjiv Kumra. (Fonte: Reuters del 30 Novembre 2005)

Scienza: Farmacocinetica del THC e del CBD
Ricercatori tedeschi hanno investigato le interazioni farmacocinetiche di THC e CBD in soggetti sani. 24 volontari hanno ricevuto 10 mg di THC, un estratto di cannabis con 10 mg di THC e 5.4 mg di CBD, e placebo a intervalli di una settimana. La concentrazione plasmatica del THC, dei suoi metaboliti 11-OH-THC e THC-COOH, e del CBD è stata analizzata fino a 24 ore dopo l’assunzione. I ricercatori hanno osservato qualche evidenza di un’inibizione dell’idrossilazione del THC a 11-OH-THC da parte del CBD. Tuttavia, gli effetti del CBD sul THC sono stati piccoli rispetto alla variabilità causata da altri fattori. (Fonte: Nadulski T, et al. Ther Drug Monit 2005;27(6):799-810.)

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