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Bollettino IACM del 08 Luglio 2005

USA: Legge a supporto dell’uso medico di cannabis presentata al Congresso

I repubblicani Ron Paul (Texas) e Dana Rohrabacher (California), insieme ai Democratici Sam Farr (California), Barney Frank (Massachusetts), Maurice Hinchey (New York), e 25 co-sponsors hanno ripresentato il 4 Maggio al Congresso (Camera dei Rappresentanti) una proposta di legge per permettere l’uso medico della marijuana da parte di malati gravi negli stati con una legge specifica.

Nell’annunciare la legge, Mr. Frank è stato affiancato dal presentatore di talk show TV Montel Williams, che usa la cannabis e dice che è l’unico farmaco che ha alleviato i suoi sintomi da sclerosi multipla. "Non ha nessun senso che il governo federale prevalga sul voto dei cittadini di uno stato su ciò che deve o non deve essere criminalizzato in termini di uso personale" ha detto il signor Rohrabacher.

La proposta di legge HR 2087 cerca di riclassificare la cannabis sotto la legge federale in modo che i medici la possano prescrivere legalmente negli stati che hanno riconosciuto il suo uso per legge. La sposterebbe dallo Schedule I (sostanza proibita dalla legge penale) a Schedule II (sostanza soggetta a prescrizione medica) e inoltre permetterebbe un sistema di distribuzione della cannabis medica da parte degli stati. Dieci stati hanno leggi che proteggono i malati che usano cannabis dall’arresto: Alaska, California, Colorado, Hawaii, Maine, Nevada, Oregon, Vermont, and Washington. Una legge del Maryland protegge i malati dalla minaccia della prigione ma non dall’arresto.

Nel Luglio 2003 la Camera ha già respinto una legge simile per 273 voti contro 152, un margine minore del previsto. Nel 1998 un voto a favore di una risoluzione che condannava le leggi statali sulla marijuana medica fu 310 a 93.

(Fonti: Associated Press del 4 Maggio 2005, Washington Times del 5 Maggio 2005, Washington Examiner del 11 Maggio 2005)

Notizie in breve

Olanda: Sondaggio sulla legalizzazione
Secondo un sondaggio del giornale "Trouw" in Olanda un cittadino su due è a favore della completa legalizzazione della cannabis. Un ulteriore 15 per cento preferisce l’attuale politica di tolleranza. Solo un terzo è in favore di una politica più severa. Inoltre, il sondaggio mostra che 20 dei 30 sindaci delle maggiori città olandesi sostengono la completa legalizzazione. Attualmente la coltivazione della cannabis è illegale in Olanda, ma il possesso e l’acquisto di piccole quantità, e la vendita nei coffee-shops sono tollerati. "La politica della droga è molto schizofrenica. Come dire a un fornaio che può vendere il pane ma non può comprare la farina”, ha detto Gerd Leers, sindaco di Maastricht. (Fonte: Der Standard del 27 Aprile 2005)

Canada/USA: Sondaggi di opinione
Gli adulti in Canada e Stati Uniti credono in pene meno severe per la cannabis, secondo un sondaggio condotto dalla Ipsos-Reid per conto del Woodrow Wilson International Center for Scholars e del Canada Institute on North American Issues. Il 59 per cento dei Canadesi e il 57 per cento degli statunitensi pensano che l’accusa di possesso di marijuana non dovrebbe sempre avere diventare una macchia sulla fedina penale. 1000 adulti Canadesi e 1,000 adulti USA sono stati intervistati per telefono nell’Aprile 2005. (Fonte: Angus Reid dell’11 Maggio 2005)

Scienza: Endocannabinoidi nell’occhio
Gli endocannabinoidi anandamide, 2-AG (2-arachidonoilglicerolo) e PEA (palmitiletanolamide) sono presenti in diversi tessuti oculari, inclusi cornea, iride, corpo ciliare e retina. Nuove ricerche dimostrano che negli occhi dei pazienti con glaucoma, livelli significativamente diminuiti di 2-AG e PEA sono presenti nel corpo ciliare. Dato che questo è un tessuto importante nella regolazione della pressione interna dell’occhio, questi dati suggeriscono che questi endocannabinoidi possono giocare un ruolo nel glaucoma. (Fonte: Chen J, et al. Biochem Biophys Res Commun 2005;330(4):1062-7)

Scienza: CBD e neuroprotezione
Un forte consumo di alcool nei ratti induce danni consistenti ai nervi di diverse aree del cervello. Ricercatori americani hanno dimostrato che il cannabidiolo (CBD) protegg da questa neurodegenerazione in modo dose-dipendente. Similmente, diversi altri antiossidanti come l’alfa-tocoferolo (vitamina E) anche danno notevole protezione. Gli autori concludono che il loro studio è "la prima dimostrazione del CBD come neuroprotettore in vivo e dimostra l’efficacia degli antiossidanti lipofili nel prevenire i danni cerebrali dall’uso ripetuto di alte quantità di alcool”. (Fonte: Hamelink C, et al. J Pharmacol Exp Ther 2005 May 5 [pubblicazione elettronica in anticipo rispetto alla stampa])

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