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Ansia: la cannabis provoca ansia o la riduce, o succedono entrambe le cose?

Istituto di Medicina USA

Benché l'euforia sia la reazione più comune al fumo di marijuana, reazioni avverse dell'umore possono accadere. Tali reazioni avvengono più spesso in consumatori senza esperienza dopo dosi elevate di marijuana fumata o ingerita. In genere esse scompaiono entro alcune ore e rispondono bene alle rassicurazioni e un ambiente protettivo. Ansia e paranoia sono le più comuni reazioni avverse acute; fra le altre si hanno panico, depressione, disforia, depersonalizzazione, illusioni e allucinazioni.
Fonte: Joy JE, Watson SJ, Benson JA, eds. Marijuana and medicine: Assessing the science base. Institute of Medicine. Washington DC: National Academy Press, 1999.
 

Istituto di Medicina USA

L'euforia ("high") associata con la marijuana generalmente non è considerata parte integrante del suo effetto terapeutico. Ma miglioramenti del tono dell'umore, riduzione dell'ansia e lieve sedazione possono essere qualità desiderabili dei farmaci, particolarmente per pazienti che soffrono dolore e ansia. Perciò, benché gli effetti psicologici della marijuana siano semplicemente effetti collaterali nel trattamento di certi sintomi, essi possono contribuire direttamente al sollievo di altri sintomi.
Fonte: Joy JE, Watson SJ, Benson JA, eds. Marijuana and medicine: Assessing the science base. Institute of Medicine. Washington DC: National Academy Press, 1999.
 

Giovanni Marsicano e colleghi

Qui dimostriamo che il sistema dei cannabinoidi endogeni ha una funzione centrale nell'estinzione delle memorie negative. (…)
Dei topi furono allenati a associare un suono con una scossa elettrica (condizionamento). Dopo il condizionamento, gli animali rabbrividivano appena sentivano il suono. Questa risposta è un indicatore di un ricordo spiacevole, e gradualmente si estingue presentando ripetutamente il suono senza la scossa. (…) I topi senza recettori dei cannabinoidi CB1 dimostravano un'estinzione dei ricordi spiacevoli molto indebolita, sia breve che a lungo termine. (...) Nell'insieme i nostri risultati suggeriscono che il sistema dei cannabinoidi endogeni può essere un obiettivo terapeutico nel trattamento di malattie associate a un'inappropriata persistenza di ricordi spiacevoli o a un'indeguata risposta a situazioni spiacevoli. come i disturbi da stress post-traumatico, le fobie e certe forme di dolore cronico.
Modificato da: Marsicano G, et al. The endogenous cannabinoid system controls extinction of aversive memories. Nature 2002;418(6897):530-534.

    Pankaj Sah

Marsicano e colleghi propongono un nuovo ruolo per questo sistema degli endocannabinoidi - la estinzione delle memorie negative nei topi. La scoperta può avere implicazioni per il trattamento dei disturbi da ansia nell'uomo.
Noi formiamo i ricordi in diversi modi, uno dei quali è il condizionamento pavloviano - il classico esempio è quello dei cani di Pavlov, che avevano imparato a aspettarsi cibo ogni volta che udivano il suono di un campanello. Tutti formiamo questo tipo di associazioni: per esempio, possiamo associare una particolare musica al nostro primo amore. Ma la connessione non è necessariamente piacevole. Immaginate di fare una tranquilla passeggiata in un parco e di essere minacciati da una persona armata. Durante l'attacco siete terrorizzati; il vostro cuore batte all'impazzata, le palme delle mani vi sudano. Correte e fuggite. Più avanti, scoprirete che entrare in quel parco vi riporta in dettaglio il ricordo di quell'attacco, e che vi sudano le mani. (...) Si pensa che i circutiti neuronali sottostanti al condizionamento per paura hanno somiglianze con condizioni cliniche collegate, come i disturbi da stress post-traumatico. Le terapie comportamentali per queste condizioni - incluse la desensibilizzazione sistematica e le terapie di immaginazione - hanno tratti in comune con l'estinzione. La scoperta che gli endocannabinoidi contribuiscono all'estinzione solleva la possibilità che i farmaci che agiscono su queste molecole e sui loro recettori possono essere nuovi utili trattamenti per i disordini da ansia. Ci sono molte evidenze aneddotiche di pazienti che usano abbondantemente la cannabis negli stadi iniziali di malattie psichiatriche. Si è spesso pensato che ciò contribuisse alla malattia acuta. Ma sembra invece possibile che ciò possa essere una forma di auto-medicazione per le forme spesso estreme di ansia che queste persone sperimentano.
Fonte: Sah P. Neurobiology: Never fear, cannabinoids are here. Nature 2002;418(6897):488-9

    Franjo Grotenhermen

Vorrei presentare un caso di uso con successo di cannabis negli attacchi di panico. Uno svizzero che soffriva di attacchi di panico mi ha recentemente riferito che l'uso di cannabis nell'intervallo fra gli attacchi lo aiutava molto. Non aveva mai usato cannabis durante l'attacco perché in quel momento sarebbe stato troppo tardi. Gli attacchi erano iniziati circa nove mesi prima senza una causa riconoscibile ed erano quasi quotidiani. inoltre, egli soffriva di nausea, perdita di appetito e capogiri. Gli erano state prescritti dal suo medico potenti farmaci, ma egli non voleva prenderli continuativamente. Cinque mesi fa aveva cominciato a usare cannabis, che ora usava circva tre volte a settimana. Gli attacchi erano diventati meno frequenti e meno intensi. Il capogiro elanausea eano completamente scomparsi, e gli era ritornato l'appetito. Gli attacchi di panico erano praticamente spariti.
Fonte: Grotenhermen F. Kann Cannabis bei einer aufkommenden Panikattacke sinnvoll eingesetzt werden? [Can cannabis be used in an arising panic attack?] Hanf-Magazin, September 2002.

 

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